Godiamoci il calcio perché non sappiamo quanto durerà

07.03.2020 18:25 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Godiamoci il calcio perché non sappiamo quanto durerà

Sono giorni, settimane, davvero difficili per tutti noi che dobbiamo fronteggiare la paura di un virus che ci sembrava lontanissimo, ma che, in pochi giorni, ha gettato nel panico milioni di italiani e non solo. Il calcio, come giusto che sia, è stato messo da parte per qualche settimana, anche se con modi e tempistiche molto discutibili. Domani si tornerà in campo, in un’atmosfera tanto surreale quanto obbligata: non si può, davvero, pensare di riempire uno stadio in questo momento.

In momenti come questi è difficile pensare al calcio ma è proprio il calcio che può, per novanta minuti, far dimenticare tutta la paura e la preoccupazione di questi giorni, tornando a pensare solamente al bene dei propri beniamini. Domani il Parma affronterà la SPAL in un derby che qualche settimana fa avrebbe avuto un contorno totalmente diverso: i grandi risultati, la voglia d’Europa e l’occasione di far sprofondare, ancora di più, il “nemico” avrebbero riempito il Tardini, che sarebbe stato, ancora una volta, il dodicesimo uomo in campo. Tutto ciò, per ovvie ragioni, domani non sarà possibile.

Non sarà una gara facile per tanti fattori: l’assenza di pubblico allo stadio, l’atmosfera surreale, i quindici giorni appena trascorsi, che anche nei calciatori avranno lasciato qualche strascico. Per entrambe le squadre è una partita importantissima: il Parma si gioca l’opportunità di rimanere aggrappato al sogno chiamato Europa (oltre alla certezza, quasi matematica, di mantenere la categoria). La SPAL d’altra parte sa che con una sconfitta sarebbe praticamente condannata alla retrocessione e quindi darà il 110% per cercare di portare a casa un risultato pieno, come ha detto mister D’Aversa nel messaggio pre-match pubblicato sul sito del Parma.

Non sarà una gara facile anche perché potrebbe essere l’ultima della stagione. E’ infatti solo questione di tempo prima che un calciatore, dirigente, allenatore, membro dello staff venga contagiato dal Coronavirus e, a quel punto, come ha detto il presidente della FIGC Gabriele Gravina nel primo pomeriggio di oggi, anche il calcio dovrà fermarsi. E questa volta definitivamente. Godiamoci il calcio dunque, che finalmente domani tornerà in campo. Per quanto tempo, però, non lo sappiamo.