La salute davanti a tutto. Giusto fermarsi se permane il dubbio sulla sicurezza di tutti gli addetti ai lavori

09.03.2020 23:32 di Simone Lorini Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
La salute davanti a tutto. Giusto fermarsi se permane il dubbio sulla sicurezza di tutti gli addetti ai lavori

I calciatori hanno difese immunitarie più alte, guadagnano troppi soldi per potersi permettere uno stop, sono controllati ben più della norma e di conseguenza meno a rischio, etc etc. Sono tantissime le frasi, i motti, le giustificazioni che ci siamo dati per la non interruzione del campionato, ma la realtà vera e dura è che siamo di fronte ad un pandemia (e non lo dico io, ma è la definizione di oggi dell'Organismo Mondiale della Sanità). Dal greco: epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori o continenti, quindi mondiale. Di conseguenza giusto fermarsi se c'è la possibilità di infettare, dunque aiutare la diffusione del morbo, anche ad una sola persona che sarebbe stato possibile evitare con lo stop. Il calcio chiude i battenti per un mese e pazienza se prima è arrivato lo spettacolo poco costruttivo di Parma-SPAL, con il Tardini desolatamente deserto, i calciatori ben disposti a dare spettacolo per chi guarda dalla tv, ma costretti ad un doppio riscaldamento per le indecisioni di un governo che in sei giorni ha cambiato idea tre volte. Ma sbagliare è umano, lasciamoci gli errori alle spalle e vinciamo tutti insieme questa battaglia. Ah, quasi dimenticavo: chi vi scrive è in pigiama davanti al computer domestico. #restateacasa