I numeri di una stagione maledetta clamorosamente ancora in bilico: ma c'è davvero la possibilità di svoltare?

16.02.2021 20:15 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
I numeri di una stagione maledetta clamorosamente ancora in bilico: ma c'è davvero la possibilità di svoltare?

"Sono più i numeri a preoccuparmi". Parola di Roberto D'Aversa, che, nel post gara di Hellas-Parma, commenta amaramente l'ennesimo ko subito. In effetti, in maniera paradossale, la classifica del Parma - seppur sconsolante - non condanna i crociati, distanti solo quattro punti dal quartultimo posto, oggi occupato dal Torino. Che poi quattro punti sono un terzo dei punti guadagnati dal Parma in questa stagione è un discorso diverso, ma un focus sui numeri della stagione del Parma è doveroso. 

DUE - I gol realizzati dal Parma di Roberto D'Aversa dal momento del suo ritorno, entrambi con firma di Juraj Kucka (ci concentriamo solamente sulla Serie A, non includendo la rete di Mihaila in Coppa Italia contro la Lazio). Uno realizzato in quella che fin qui è stata la miglior risposta dei crociati dal ritorno del tecnico (a Reggio Emilia contro il Sassuolo) e uno su rigore, realizzato ieri sera dallo slovacco, capocannoniere (con Gervinho) della squadra. Inutile dire come con due reti in sei uscite, e, più in generale, quindici in ventidue giornate, essere a quattro punti dalla zona salvezza sia già di per sé un caso raro, rarissimo. Rarissimo come il bottino gol del reparto offensivo, che ha visto i gol dei soli Gervinho (quattro, in due partite) e Karamoh (un girone fa, contro l'Udinese). 

DODICI - I gol subiti nelle ultime sei partite, precisamente due di media a gara. E di questi dodici almeno dieci sono arrivati per "colpe" di singoli o di reparto, mai come quest'anno fragile e inerme contro gli avversari, dai più quotati ai meno. In stagione sono 43 le reti prese, quasi due di media a partita viste le ventidue giornate passate, seconda peggior retroguardia del campionato. Peggior attacco e seconda peggior difesa. 

VENTICINQUE - I tiri in porta nelle gare del Parma di D'Aversa, numeri nella media delle squadre che bazzicano la seconda metà della classifica della Serie A. Ma quanti di questi tiri sono stati veramente pericolosi per i portieri avversari? Stando ai dati e agli XG meno della metà. Il Parma tira verso la porta avversaria, ma non lo fa con pericolosità. 

UNO - Il punto raccolto del D'Aversa-bis, raccolto in quella che è la sliding door della stagione crociata: contro il Sassuolo, alla seconda uscita dopo il cambio tecnico. Chissà se, senza quel rigore all'ultimo secondo, anche gli altri numeri sarebbero potuti essere diversi...

CIRCA OTTANTA - I milioni spesi dal presidente Kyle Krause tra il mercato estivo e quello invernale. Circa metà dovuto agli obblighi di riscatto dei vari Inglese (dilazionato, ndr), Grassi, Sepe, Hernani, Karamoh e via dicendo, e un'altra metà per i nuovi arrivi, tra ottobre e il mese di gennaio. E questa ottantina di milioni potrebbe crescere ancor di più con i vari "diritti o obblighi di riscatto" legati alle prestazioni o alla classifica finale del Parma. 

TRENTACINQUE - I giocatori impiegati, qui sì, con anche la Coppa Italia, dal duo D'Aversa-Liverani. Di questi solo in otto hanno messo il proprio nome sul tabellino finale, sei in campionato (Adorante e Brunetta in Coppa). Il Parma ha un parco rosa importante, a livello numerico, ma la quantità non porta qualità (dal punto di vista numerico, ovviamente). 

SEDICI - Le partite mancanti alla fine del campionato. Le "finali", come si è detto nelle ultime settimane. Sono già due le "finali" perse, una in maniera invereconda contro il Bologna, e una in maniera decisamente più nobile, ieri contro l'Hellas. Se davvero a questa squadra manca giusto la scintilla per sbloccarsi (e a questo punto il discorso regge fino ad un certo punto), ci auguriamo che questa scintilla scocchi domenica contro l'Udinese. La partita con i friulani non è l'ultima spiaggia, per ovvi motivi, ma a forza di pensare alla spiaggia seguente si rischia di arrivare all'acqua alta del mare. E da lì è un passo annegare.