Finisce un calciomercato ampiamente positivo con l’incognita “fuori rosa”. Rischio calcolato o azzardo?

04.09.2019 22:06 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Finisce un calciomercato ampiamente positivo con l’incognita “fuori rosa”. Rischio calcolato o azzardo?

Si è concluso da ormai due giorni il calciomercato, con un Parma che ha saputo rinnovarsi mantenendo una solida ossatura già presente nella scorsa stagione. E’ stato un mercato diverso, come lo ha definito il Direttore Faggiano. Diverso dallo scorso anno, quando la squadra venne assemblata in tre giorni, con tanti prestiti e una prospettiva incolore, poi rivelatasi uno stupendo arcobaleno, almeno per i primi sei mesi. Quest’anno è stato tutto diverso: subito grandi colpi a partire da metà luglio, con D’Aversa in grado di lavorare con l’80% della rosa già a Prato allo Stelvio. Dentro Laurini, Hernani, Karamoh, Cornelius, Kulusevski, Dermaku, Brugman, Pezzella e le conferme di Sepe, Grassi e Roberto Inglese, che ha spinto tanto per vestire ancora la maglia crociata. E dentro Matteo Darmian, il colpo “pazzo” di Faggiano, che con una grande operazione ha riportato in Italia l’ex Torino, dopo cinque anni di Manchester United. Fuori in tanti ma nessun big: Ceravolo, Baraye, Ricci, Simonetti, Frattali, tutta gente che ha fatto parte del passato del Parma e a cui il Parma deve tanto, come ci ha tenuto a sottolineare Faggiano, ringraziandoli pubblicamente durante la conferenza di fine mercato. Senza di loro chissà se il Parma sarebbe dov’è adesso.

Di questo passato fanno parte Luca Siligardi e Gianni Munari, a Parma dal 2017, anche se Munari ha un passato nel passato, con già un’altra avventura a partire dal 2013. Si parla di questi due calciatori perché è di oggi la notizia della loro esclusione dalla lista Serie A, una decisione che ha sorpreso un po’ tutti. Il Parma aveva la capacità di iscrivere in lista ventuno giocatori “over”, ma ne ha iscritti solo diciotto, viste le rinunce ai due sopra citati. Il motivo? Probabilmente l’aver rifiutato la cessione. “Tante volte le uscite vogliamo farle ma le parti devono lavorare insieme”: le parole del Direttore, che non sembra aver digerito la permanenza dei due calciatori.

E se per Munari si parla di una scelta marginale, con il centrocampista a un passo dal ritiro, a cui è stato anche proposto un ruolo dirigenziale nelle giovanili, sorprende la presa di posizione riguardante Siligardi. L’ex Livorno è stato una carta fondamentale per il gioco di D’Aversa lo scorso anno, quando prese il posto di un irriconoscibile Biabiany e diede il suo contributo grazie a una delle sue grandi forze: l’adattabilità. Esterno, trequartista, falso nueve, seconda punta: dove lo mettevi stava. Davanti inoltre la coperta non è che sia così lunga: fuori Ceravolo, abbiamo Inglese e Cornelius come centravanti, il ragazzino Adorante, e sulle fasce Gervinho, Karamoh e Mattia Sprocati, a cui aggiungiamo, almeno per questo inizio stagione Kulusevski, che nel silenzio generale si è preso con merito il posto da titolare come esterno destro. Conoscendo però la storia fisica dei nostri protagonisti, è difficile ipotizzare uno Gervinho e un Inglese titolari per 38 partite, e a quel punto l’adattabilità di Siligardi potrebbe far comodo, anche solo come rincalzo.

Probabilmente un rischio calcolato, ma siamo sicuri che non sia un azzardo?