Critiche lecite ma ingenerose. Bisogna ricordare da dove si è partiti per capire dove si è arrivati

21.03.2019 14:06 di Vito Aulenti Twitter:    Vedi letture
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Critiche lecite ma ingenerose. Bisogna ricordare da dove si è partiti per capire dove si è arrivati

Undicesimo posto in classifica e 33 punti a 10 giornate dalla fine: alzi la mano chi, dopo un'estate tormentata come quella vissuta qualche mese fa dal club crociato, avrebbe immaginato di trovare un Parma così vicino all'obiettivo salvezza a questo punto della stagione. Praticamente solo i più ottimisti e i sognatori. E allora perché così tanto malumore? Perché così tante critiche ad una squadra che, con ogni probabilità, sin qui ha fatto molto di più di quello che poteva (al netto di qualche partita completamente sbagliata, come ad esempio quelle con Napoli e Lazio)? Le imprese contro Fiorentina, Juventus e Inter, tanto per citarne qualcuna, dovranno essere ricordate come qualcosa di magico, speciale, straordinario, eccezionale. Ma non possono e non devono far pensare ad un qualcosa di scontato e preventivabile, manco il Parma fosse all'altezza delle big.

Criticare è lecito, ed è anche positivo quando lo si fa con costrutto e razionalità. Se però qualcuno pensa che il Parma sia superiore alle dieci squadre che attualmente occupano la parte sinistra della classifica (Juve, Napoli, Inter, Milan, Roma, Atalanta, Lazio, Torino, Sampdoria e Fiorentina), probabilmente si è affacciato al calcio solo da qualche giorno oppure ama molto più sognare che guardare in faccia alla realtà. Il bel gioco arriverà, magari quando la società alzerà l'asticella e costruirà la rosa in modo diverso. Ma questa squadra, questi ragazzi, non potevano fare di meglio. Chi guarda in maniera distorta il presente, forse dimentica le vicissitudini del passato: bisogna ricordare da dove si è partiti per capire davvero dove si è arrivati.