Addio Made in Italy, il nuovo Parma è sempre più internazionale. Paletta, minestra riscaldata o rilancio in stile Gervinho?

13.08.2019 12:15 di Vito Aulenti Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Addio Made in Italy, il nuovo Parma è sempre più internazionale. Paletta, minestra riscaldata o rilancio in stile Gervinho?

Sepe, Iacoponi, Bastoni, Gagliolo, Barillà, Grassi, Scozzarella, Inglese, Siligardi: gran parte dei protagonisti crociati dello scorso campionato erano di nazionalità italiana. Molti di loro sono rimasti, è vero, ma è altrettanto vero che ad essi si sono aggiunti molti giocatori stranieri. Pensiamo dunque agli scandinavi Cornelius e Kulusevski, ai francesi Laurini e Karamoh, all'albanese Dermaku, al brasiliano Hernani e all'uruguaiano Brugman. Senza dimenticare che i tre leader indiscussi della squadra sono Bruno Alves, Gervinho e Kucka, e che il mercato potrebbe portare in dote giocatori come Laxalt, Strinic e Chouiar. Insomma, la politica del Made in Italy ha lasciato spazio a quella di internazionalizzazione: un cambio di rotta votato non al fascino dell'esotico, bensì ad un reale e concreto rafforzamento della rosa, senz'altro più completa e competitiva rispetto a quella di dodici mesi fa.

A proposito di italiani, c'è il nome di un ex difensore della Nazionale azzurra che scalda e non poco la fantasia dei tifosi gialloblù: ci riferiamo a Gabriel Paletta, che da ieri si è svincolato dallo Jiangsu Suning, diventando così un'occasione ghiotta a parametro zero per tanti club. Sui social, la maggior parte dei supporters ducali sembra caldeggiare un eventuale romantico ritorno (al momento improbabile, a dire il vero) del roccioso difensore classe 1986, sperando in un rilancio europeo in stile Gervinho. Altri, invece, hanno qualche dubbio in più, dovuto all'età del centrale, nonché al fatto che nell'ultimo anno e mezzo Paletta abbia giocato in un campionato poco allenante/competitivo come la Chinese Super League.