Iniziato il cast per il nuovo ds: tutti profili interessanti, per motivi diversi. Passaggio di proprietà non in discussione

06.08.2020 22:00 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Iniziato il cast per il nuovo ds: tutti profili interessanti, per motivi diversi. Passaggio di proprietà non in discussione

Sembra strano essere qui a commentare un post-Daniele Faggiano. Sembra strano perché la notizia del suo addio - da ufficializzare, ma sul quale non sembrano esserci dubbi - si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno. Anche perché, va detto, andar via da Parma per approdare al Genoa è una scelta che può sembrare azzardata, dal momento che i rossoblu negli ultimi anni non si sono distinti certo per avere una gestione lineare. Evidentemente è stato prospettato un progetto di rifondazione che ha stuzzicato il dirigente pugliese tanto da fargli decidere di lasciare Parma. Come abbiamo detto in altre occasioni, il suo addio non è comunque legato a quello di Roberto D'Aversa, che dovrebbe rimanere - anche perché le caselle degli allenatori della prossima stagione si stanno riempiendo e non sembrano esserci grosse alternative. Giusto allora non perdersi d'animo e voltare pagina, con tre nomi che in questo momento sembrano essere i maggiori candidati alla successione di Faggiano. Sono tutti nomi molto interessanti, per motivi diversi: Marcello Carli è reduce dall'esperienza di Cagliari, ma ha legato il suo nome soprattutto all'Empoli di Sarri prima e Giampaolo poi. Poi abbiamo Dario Baccin e Federico Cherubini, profili per certi versi simili (visto il lavoro di entrambi nei settori giovanili), ma che hanno caratteristiche diverse soprattutto per il tipo di carriera svolta: quella di Baccin, introdotta dal fatto di essere stato un calciatore di medio livello; quella di Cherubini, da uomo di gavetta arrivato in alto dalla porta posteriore. Chiunque verrà scelto, godrà comunque dell'ausilio di Alessandro Lucarelli, che sta "studiando" per fare il ds "da grande". 

A proposito di svolta e di nuovi dirigenti, molti tifosi si chiedono - giustamente - che ne è della nuova proprietà. La città effettivamente freme visto che si sono create tante aspettative sui qatarioti guidati da Hisham Al Mana, ma bisogna portare calma. Su Facebook mi è infatti capitato già di vedere chi ha soprannominato il qatariota come Al Manenti, mettendo così a paragone il ritardo nella chiusura dell'operazione con i bonifici millantati da Giampietro Manenti in quel triste 2014 che ha poi portato il Parma al fallimento. Ma dicevamo, bisogna invece essere calmi e pazienti: tra due diligence, incontri, analisi dei bilanci e valutazione di tutti i rischi, l'acquisizione di una società calcistica non è qualcosa che si possa completare dall'oggi al domani, ma che necessita di svariati mesi. Ciò significa che il passaggio di proprietà non è a rischio, ma semplicemente non sarà completato in questi giorni per motivi tecnici: ecco perché sarà importante scegliere ora il nuovo direttore sportivo, con i soci parmigiani chiamati ancora una volta a organizzare la prossima sessione di mercato. Ricordiamoci che sono proprio gli imprenditori locali la maggior fonte di garanzia per il Parma: se hanno visto in Al Mana un soggetto affidabile, significa che ci si può fidare, perché non prenderanno un altro granchio dopo l'esperienza negativa con Jiang Lizhang, che tra l'altro si è appena qualificato in Europa League con il suo Granada. Ma questa è un'altra storia.