Un Parma trasformista, che possa cambiare di gara in gara ma anche in corso d'opera

21.07.2021 22:43 di Alessandro Tedeschi Twitter:    Vedi letture
Un Parma trasformista, che possa cambiare di gara in gara ma anche in corso d'opera
© foto di Tedeschi/ParmaLive.com

Di solito quando si parla di calcio d'agosto l'attendibilità è sempre poca, figuriamoci ora che siamo ancora a luglio e con un progetto tecnico completamente nuovo su cui si sta lavorando da poco più di una settimana. Ma ciò che balza all'occhio in queste prime uscite crociate è la capacità di cambiare lo scacchiere tattico con estrema facilità, passando da un modulo in fase di non possesso che vede quattro difensori in linea, due centrocampisti davanti la difesa assistiti dai due esterni e dal trequartista, ad una formazione in possesso palla che immediatamente vede alzarsi uno dei due terzini a centrocampo, lasciando la difesa ad impostare a tre e liberando un uomo in posizione avanzata in mezzo alle linee.

Sabato era toccato a Vaglica sull'out mancino, oggi a farlo nella prima frazione è stato Sohm partendo dalla destra. Un segnale di come mister Maresca vuole dare imprevedibilità alla manovra crociata, senza concedere all'avversario il vantaggio di sapere da quale delle due parti il terzino si alzerà. E chissà che in futuro non possa verificarsi una soluzione che prevede l'alternarsi dei terzini in posizione centrale, per dare ancora meno punti di riferimento. Certo sono meccanismi che andranno oleati al meglio ma l'idea di un calcio propositivo e "staccato" dagli antichi dettami tatici è sempre più nella testa dei crociati.

Un calcio votato all'attacco sin dalla fase di non possesso, con un pressing alto sui portatori di palla avversari sin dalla trequarti. Ma non un pressing isolato, che spesso non porta risultati: una pressione di squadra che non lascia tempo e spazio di manovra all'avversario, con diversi palloni recuperati in posizione pericolosa. Perché è sempre meglio partire da 35/40 metri dalla porta avversaria piuttosto che da 65/70.