Quaranta giorni di tour de force, da Torino a Lecce: servirà l'aiuto di tutti per superare l'incubo e provare a sognare

29.05.2020 21:52 di Alessandro Tedeschi Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Quaranta giorni di tour de force, da Torino a Lecce: servirà l'aiuto di tutti per superare l'incubo e provare a sognare

Siamo rimasti per oltre due mesi con l'ultima immagine di calcio giocato dai crociati nel deserto del Tardini dell'8 marzo contro la SPAL, in una delle partite più assurde che si possa ricordare. In questi mesi il calcio è passato in secondo piano, con la quotidianità monopolizzata da uno dei momenti più bui della storia. Ora l'Europa si appresta a ripartire, con le dovute precauzioni e con i giusti tempi, e così tenta di fare anche il calcio. Ha ragione il ministro Spadafora quando ribadisce che non si poteva pensare ad una data di ripartenza un mese fa, nel pieno dell'epidemia: ma ora che il peggio sembra passato è giusto programmare la ripartenza e riaccendere il motore.

Nel motore però non potranno mettere troppi giri le squadre del massimo campionato, che hanno ricominciato da poco più di una settimana gli allenamenti collettivi e che tra un paio di settimane si troveranno nuovamente in campo per la ripresa. Ed in più saranno chiamate ad un tour de force che le vedrà impegnate ogni tre giorni fino ai primi di agosto. Inutile aspettarsi i ritmi che si potevano osservare prima della sosta, sia per la poca preparazione che per le temperature torride che dovremo aspettarci nei prossimi mesi.

Come ha giustamente detto mister D'Aversa, saranno avvantaggiate quelle squadre che possono contare su rose molto lunghe, che potranno così permettersi di cambiare diverse pedine da un match all'altro. Servirà dunque l'aiuto di tutta la rosa crociata, con anche i lungodegenti finalmente recuperati. E non dovrà mancare l'apporto della dea bendata: come abbiamo potuto vedere in Bundesliga, gli infortuni alla ripresa sono frequenti, ed in casa crociata anche prima della sosta l'infermeria era spesso affollata. Tredici match in quaranta giorni saranno una dura prova, ma il Parma ha ben poco da rischiare e tanto da sognare, dopo il lungo incubo degli ultimi mesi.