Parma femminile: è davvero giusto acquistare il titolo dell'Empoli? Intanto sul post-Iachini ancora non ci sono certezze

20.05.2022 00:00 di Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Parma femminile: è davvero giusto acquistare il titolo dell'Empoli? Intanto sul post-Iachini ancora non ci sono certezze

Il calcio femminile, si sa, negli ultimi anni è in profonda espansione anche in Italia, e solo pian piano e con molta difficoltà il pubblico si sta abituando a questo. Certo, l'Italia non è al pari dei Paesi nordici in merito a discorsi quali parità di genere e pari opportunità: basti pensare che in un Paese come l'Islanda da tempo il calcio femminile ha un'importanza molto simile a quello maschile, anche i quotidiani e i siti sono abituati a trattarlo dandogli uno spazio simile rispetto al calcio maschile locale. Fantascienza da noi, anche per questioni culturali chiaramente diverse, ma non divaghiamo. Era per dire che non siamo avvezzi a parlare molto di calcio femminile nei nostri editoriali, anche per un discorso di abitudine culturale appunto, ma probabilmente le cose potrebbero cambiare. Sì, perché la notizia è di quelle grosse, ed è che Kyle Krause ha deciso di rilevare il titolo dell'Empoli per far giocare il Parma femminile in Serie A. Sicuramente, è innegabile l'entusiasmo di Krause e il contributo che potrebbe dare al calcio femminile: il presidente è sembrato sin da subito sinceramente coinvolto nel progetto del Parma "in rosa", ha spinto per far giocare le ragazze al Tardini e anche per ospitarvi la Nazionale femminile. E' evidente che ci tiene ad avere due squadre in massima serie e la cosa può anche dare lustro alla città. Tuttavia, sui forum e siti dedicati ci si chiede: quanto è giusto che una società rilevi il titolo di una squadra che peraltro non è neanche della stessa regione? Nulla di illegale, per carità, lo hanno già fatto in tanti (anche la Sampdoria, per dire). Ma resta spontaneo chiedersi che ne sarà delle giocatrici che hanno portato il Parma dall'Eccellenza alla Serie C, peraltro vincendo quasi tutte le partite? Davvero è così facile comprarsi il titolo di una squadra di Serie A per scalare le categorie? Argomenti che possono sembrare forse un po' facili e di pancia, ma che non possono non lasciare quantomeno perplessi. Io, dal canto mio, non posso che capire la rabbia dei tifosi dell'Empoli femminile. Poi certo, sarà bello seguire un altro Parma in Serie A, anche al femminile, ma l'impressione è che questa scorciatoia non sia il massimo per tanti motivi.

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Ma torniamo al Parma maschile. Capitolo allenatore: ancora non ci sono novità. Ci sono voci, al massimo, e i nomi sono sempre gli stessi: da Gattuso a Inzaghi, da De Zerbi (troppo difficile) a Cannavaro, passando per Grosso e Zanetti. Ora tra i papabili parrebbe essersi iscritto anche Leonardo Semplici, forse quello che potrebbe garantire un po' più di continuità rispetto al lavoro intrapreso da Iachini. Lo diciamo e lo ripetiamo come un disco rotto dalle scorse settimane: l'importante è cercare di imparare dagli errori commessi, intraprendere una strada e crederci fino in fondo. Partire con un'idea di gioco iniziale, sconfessarla e rinnegarla sarebbe del tutto controproducente e non porterebbe a risultati. Film già visto che speriamo di non rivedere. A proposito, a Venezia avevano Paolo Zanetti, ora per la Serie B stanno pensando di affidare la prossima panchina al venezuelano Giovanni Savarese: per carità, potrebbe rivelarsi un grande allenatore in cadetteria, ma mi auguro che a Parma si facciano scelte diverse. Non tanto per mancare di rispetto a tecnici stranieri (lo stesso Blessin è retrocesso con il Genoa ma mi sembra sinceramente un allenatore preparato), quanto perché il Parma arriva da una stagione decisamente sottotono e difficilmente può permettersi un'altra stagione del genere, specialmente con tutto quello che Krause ha speso finora. La conclusione, alla fine, è sempre la stessa: se son rose fioriranno...