Cuesta consulta la sfera di cristallo e porta a casa il pareggio. Quando il turnover diventa strategia: Troilo annulla Hojlund e Rinaldi si prende un sogno
Quanti, al momento della pubblicazione delle formazioni ufficiali, avevano il fucile puntato contro Cuesta? Molti, moltissimi forse, quasi tutti forse, me compreso forse. Eppure il buon vecchio Carlos ci ha stupiti tutti, ancora una volta. Il tecnico crociato ha guardato dentro la sfera di cristallo (come si suol dire nel gergo della magia) e ne ha estratto la formula perfetta per incantare il Napoli campione d’Italia, tra l’altro in casa sua e con una voglia matta di vincere dopo il pareggio casalingo contro il Verona e l’eroica gara di San Siro contro l’Inter. Ma i partenopei hanno dovuto fare i conti con la dura realtà e con il muro eretto da Cuesta a difesa della sua porta. Una strategia studiata nei minimi dettagli, che ha senz’altro ripagato: si potrà dire che uno 0-0 non è il risultato che ti cambia la stagione, ma è comunque un passettino in avanti verso la famosa “quota 40 punti” che si richiede annualmente alle squadre per salvarsi.
Senza ombra di dubbio le premesse non erano delle migliori: quello operato da Cuesta è stato un turnover piuttosto massiccio. Devo ammettere che quando ho letto la formazione ho fatto un balzo sulla sedia: era evidente già dall’undici scelto che tipo di gara si sarebbe delineata. La cosa che più mi perprimeva era l’assenza di un vero e proprio esterno sinistro, con Sorensen adattato nel ruolo, e l’assenza della fisicità di un giocatore come Pellegrino: mi preoccupava che il Parma non riuscisse a ripartite mai, rimanendo troppo a lungo “in apnea”, in balia degli attacchi costanti del Napoli. E, si sa, prima o poi i castelli difensivi rischiano di crollare rovinosamente.
E invece il fortino del Parma ieri è rimasto in piedi (anche se ha tremato tantissimo sul gol di McTominay, annullato poi per fuorigioco millimetrico). I crociati si sono dimostrati una squadra compatta come non mai, con le linee belle strette e attente a coprire gli spazi che il Napoli avrebbe potuto sfruttare. Ma un elemento che ha fatto davvero la differenza è stata la marcatura a uomo di Troilo su Hojlund: il difensore argentino ha francobollato l’avversario, seguendolo ovunque e annullando qualsiasi suo tentativo di giocata. Una presenza asfissiante per l’attaccante danese, che ne ha perso di lucidità e alla fine non è riuscito a trovare la zampata decisiva. Una mossa studiata ad hoc da Carlos Cuesta, che se l’è anche risa sotto i baffi quando nel post-partita gli è stato chiesto proprio di questa scelta. E pensare che ci si immaginava un Troilo già con le valigie pronte verso l’Argentina, e invece ieri il “Nano” ha risposto con una prestazione di grande livello.
Così come ha risposto presente il vero eroe della serata, non tanto per le sue parate ma piuttosto per il coronamento di una bellissima favola: sto parlando ovviamente di Filippo Rinaldi, schierato a sorpresa da Cuesta in una gara molto delicata. Il suo esordio in Serie A è stato a dir poco perfetto: clean sheet, pareggio in casa dei campioni d’Italia e premio di MVP. Lo stesso portiere parmigiano ha faticato a contenere l’emozione nel post-partita e noi non possiamo che essere orgogliosi di un ragazzo che ha coronato il suo sogno.
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