Zagaritis: “Il Parma e la A, un sogno che si realizza. Sto vivendo un'esperienza incredibile"

13.05.2021 16:42 di Redazione ParmaLive.com   Vedi letture
Fonte: a cura di Marco Bellezza
Zagaritis: “Il Parma e la A, un sogno che si realizza. Sto vivendo un'esperienza incredibile"

Vasilios Zagaritis, terzino del Parma arrivato col mercato di gennaio, ha rilasciato una lunga intervista per BN Sports, commentando la sua esperienza in maglia crociata. Il difensore, classe 2001, ha dato sfoggio del suo talento nel campionato greco: sono bastate 19 partite col Panathinaikos per attirare l’attenzione dei ducali. Di seguito la dichiarazione completa del calciatore gialloblù.

Per prima cosa vorremmo chiederti com'è la vita in Italia e qual è la tua opinione sul calcio italiano?
"La vita in Italia è un po’ diversa. Sì, non ci sono certo grandi differenze con la Grecia in termini di tempo e di vita quotidiana, ma il programma e lo stile di vita cambiano, ci alleniamo solo la mattina, così nel pomeriggio hai tempo per riposarti, per dedicarti a te stesso. A causa del Covid, come in Grecia, non avevo molte cose da fare, ma ora che la situazione sta migliorando, le persone stanno uscendo e Parma sta tornando vitale come deve essere una città. Quando sono arrivato all'inizio di gennaio non pensavo davvero che avrei imparato così tanto in pochi mesi. Mi riferisco alla tattica, le istruzioni e le indicazioni, soprattutto per la parte difensiva, che non avevo mai sentito prima. Con il tempo mi sto adeguando sempre di più".

Quanto è diverso il calcio italiano dal campionato greco?
"Dipende dall’avversario che affronti. In genere, non ti pressano troppo. Alcune lo fanno, ma il più delle volte le squadre ti aspettano nella propria metà campo, estremamente organizzate. In termini di attacco, vista la qualità del campionato, il talento di un buon calciatore può facilmente creare squilibri".

Come ti sono sembrate le strutture della squadra?
"Le strutture della società corrispondono a quelle di una squadra di alto livello. Dato che trascorriamo la maggior parte della giornata lì, sia il presidente che i responsabili in generale, cercano di sviluppare ancora di più le strutture".

Com'è lasciare il proprio Paese così giovane per un club storico come il Parma?
"È stato abbastanza difficile. Mi sono lasciato molto alle spalle, ho dovuto cambiare la mia vita per la seconda volta (la prima volta l'ho fatto quando sono uscito di casa a 14 anni per il Panathinaikos), e credetemi, soprattutto i primi due mesi se non avessi avuto il supporto della mia famiglia e soprattutto della mia ragazza, le cose sarebbero state difficili. Tuttavia, l'ho superato. Per me il passaggio in Serie A è stato un sogno, figuriamoci per una squadra del genere, a prescindere dalla posizione e dal punteggio. Vivo un'esperienza incredibile".

Qual è stata, secondo te, la miglior partita del Parma di quest'anno, indipendentemente dal fatto che tu abbia giocato o meno?
"La verità è che per noi l'anno non è andato nel migliore dei modi... Penso che la nostra partita migliore sia stata contro la Roma, in casa, perché abbiamo vinto 2-0 contro un avversario arrivato in semifinale di Europa League".

C'è un tuo compagno di squadra che ti è stato più vicino e ti ha aiutato ad adattarti?
"Mi sono avvicinato a diversi ragazzi. Tutti dal primo giorno in cui sono arrivato, hanno cercato di farmi sentire parte della famiglia crociata. Tuttavia, appena arrivato in Italia, nei primi giorni mi sono avvicinato soprattutto a Graziano Pellè, Bruno Alves, ma anche ai ragazzi più vicini alla mia età, come Zirkzee, Man e tanti altri. Hanno tutti qualità incredibili come calciatori, la cosa più importante, però, è che sono bravissime persone!".