Tante luci e qualche ombra: Keita ha bisogno di un 2026 perfetto per il sogno mondiale

01.01.2026 12:40 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Tante luci e qualche ombra: Keita ha bisogno di un 2026 perfetto per il sogno mondiale
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"La nazionale belga ha tanti giocatori forti, voglio puntare al Mondiale del 2026 e continuare a migliorarmi”. Così pochi mesi fa, Mandela Keita parlava del futuro prossimo, sognando di far parte della spedizione che andrà quest'estate al mondiale. La nazionale belga degli ultimi anni è stata una vera fucina di talenti ed è tanta la concorrenza che il centrocampista del Parma dovrà scavalcare per essere nell'elenco dei convocati. Considerando però che il mediano, ai tempi dell'Anversa, fece il proprio esordio con i Diavoli Rossi, non è un obiettivo irrealizzabile per lui. Per andarsi a prendere questo sogno, Mandela ha bisogno di un 2026 ancora più perfetto del 2025. 

L'anno appena concluso, nel complesso, è stato senza dubbio positivo per il centrocampista belga. Dopo mesi difficili a fine 2024, con l'anno nuovo Keita è riuscito finalmente a calarsi nella realtà del calcio italiano, trovando finalmente la formula giusta per riuscire ad esprimere il proprio indiscusso talento anche in maglia crociata. Una crescita costante prima con Pecchia e poi, soprattutto, sotto la gestione Chivu: con il tecnico rumeno è stato amore a prima vista e l'attuale guida dell'Inter fin da subito è riuscito ad estrarre il massimo dal centrocampista. Keita ha trovato convinzione nei propri mezzi e coraggio, diventando uno degli elementi decisivi nella salvezza della passata stagione. 

Nel percorso verso la salvezza, Keita ha dimostrato di avere i mezzi per fare la salvezza e diventare un trascinatore a Parma. Anche per questo, la società in estate ha alzato il muro, nonostante qualche sirena di mercato. Il ciclo con Cuesta in panchina doveva aprirsi con Keita al centro del centrocampo e così è stato, anche se non sempre con gli effetti sperati. Il rendimento di questi primi mesi di stagione è stato altalenante, con diverse buone prestazioni intervallate da qualche errore di troppo, che ha minato la serenità del belga. Macchie che pesano per un ragazzo che porta sulle spalle il peso della cifra investita del Parma e tutte le conseguenti aspettative. 

Tuttavia, le potenzialità di Keita non sono mai state in discussione nella mente di Cuesta e contro la Fiorentina abbiamo nuovamente visto la sua migliore versione. Segnali incoraggianti in vista dell'anno nuovo, nel quale il belga sarà chiamato a salire in cattedra, alzare ancora il livello e trascinare il Parma verso l'obiettivo. Così come avvenne nella passata stagione, il suo rendimento può spostare gli equilibri in ottica salvezza. Keita sente questa responsabilità e nei buoni propositi del 2026 avrà sicuramente messo un po' più di continuità, per accompagnare il Parma verso la permanenza della categoria. Il mondiale, poi sarà una conseguenza: per meritarselo, Keita dovrà fare la differenza nella salvezza del Parma.