Sei mesi di alti e bassi per Troilo: il 2026 ci dirà quanto è forte il Nano
Sono stati mesi agrodolci quelli di Mariano Emir Troilo con la maglia del Parma: il centrale argentino arrivato in estate dopo un blitz improvviso e non breve dipanarsi delle pratiche burocratiche ha vissuto serate esaltati ma anche pomeriggi d'inferno, con un rosso pesantissimo nella sconfitta contro l'Udinese e un altrettanto grave rigore procurato nella sfida esterna contro il Genoa.
Senza dimenticare però le prestazione superlative messe in campo contro Milan, da subentrante, ed Hellas, questa volta da titolare. Benissimo anche in Coppa Italia, nella sfida persa all'ultimo secondo contro il Bologna ben oltre i propri demeriti. Insomma un 2025 di alti e bassi per un calciatore che non è stato pagato poco, non è stato messo nelle condizioni migliori per esprimersi (spesso la sua presenza in campo è stato resa 'obbligatoria' dagli infortuni, ndr) e non è mai stato un "titolare designato", a differenze per esempio di Sorensen e Frigan.
Io resto convinto che Troilo abbia qualità difensive innegabili, ma che allo stesso tempo abbia bisogno di completare il proprio adattamento e di avere fiducia per diverse settimane di fila, titolare a dispetto della presenza di altri e degli inevitabili errori. Dal punto di vista fisico difficile trovare un giocatore in grado di eguagliarlo nella rosa ducale e le indicazioni di Gabriel Paletta lo possano aiutare enormemente nella crescita individuale e nell'ambientamento in un calcio difficile come quello italiano.
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