PL - Bosi: "Progetto Tardini? Inizio lavori non prima del 2023. Da escludere l'ipotesi Mapei durante il cantiere"

26.01.2022 17:16 di Rocco Azzali   vedi letture
PL - Bosi: "Progetto Tardini? Inizio lavori non prima del 2023. Da escludere l'ipotesi Mapei durante il cantiere"

Finalmente, dopo mesi di attese e lungaggini burocratiche, è arrivata la delibera di interesse pubblico riguardo il progetto di rinnovamento dello stadio Tardini, dopo il parere favorevole del Consiglio Comunale. Un grande risultato perseguito anche grazie alla caparbietà ed alla volontà del presidente del Parma, Kyle Krause, sostenuto fermamente dall'attuale amministrazione cittadina. Il vice sindaco con delega allo sport, Marco Bosi, nonché grande tifoso del club crociato, ha rilasciato un'intervista in esclusiva ai microfoni di ParmaLive.com, nel corso della quale ha fatto ulteriormente chiarezza sulla vicenda, toccando vari temi.

Ha più volte sottolineato il fatto di come il nuovo Tardini non sarà “un campo da calcio appiccicato ad un centro commerciale”. Come può descrivere quello che sarà il risultato che il Parma vuole raggiungere?
"Innanzitutto parliamo di un risultato congiunto, che anche l'amministrazione mira a raggiungere, perché grazie all'investimento che farà un privato anche la stessa città potrà goderne nel complesso. Non si vuole avere un 'non luogo' che resta inutilizzato per 345 giorni all'anno ed è attivo esclusivamente nelle venti giornate circa in cui la squadra gioca in casa: lo stadio nasce come ambiente di socialità, quindi vogliamo che viva tutti i giorni, ma che rimanga tale. La finalità del progetto sarà quella di avere un luogo dove le persone si incontrano, dove il consumo non è la principale attività. Insomma, lo stadio continuerà a fare lo stadio, poi durante la settimana, così come durante l'estate si potrà usufruire delle funzionalità che il luogo offre, tra le quali anche le residuali attività commerciali, che sono solo parte dell'impianto. L'obiettivo è quello di avere una palestra, di poter fare dei concerti, di avere spazi dedicati ad aziende e conferenze: funzioni abbastanza trasversali, diciamo".

Ora bisognerà presentare il progetto e farlo approvare: ci può dire qualche spoiler sulle modifiche?
"Alcune cose sono già emerse. Innanzitutto, rispetto la prima bozza del rendering presentata il 6 aprile 2020, quando ancora lo studio delle fattibilità non era ancora stato realizzato, quindi 9 mesi fa. Non ci saranno le curve insonorizzate o amplificate a seconda del tifo, così come è in fase di discussione l'idea del rivestimento esterno che si era ipotizzato potesse essere in Corten, per questioni di sicurezza ed in termini di calore prodotto".

Quali saranno i prossimi step e le relative tempistiche? Può farci una previsione temporale?
"I tempi massimi che detta la legge sono 120 giorni dal momento del deposito del progetto per approvare il definitivo, e successivamente 90 giorni per espletare la gara utile ad aggiudicare la concessione, che non sarà data per forza al proponente,: questo tendo sempre a sottolinearlo perché non si tratta di una trattativa a due, mentre invece parliamo di una gara. Detto ciò, questi 7 mesi non ci consentirebbero di iniziare i lavori il prossimo giugno, al termine della regolare stagione sportiva, come ci eravamo prefissati, a causa dello slittamento dei tempi per il ricorso fatto ad ANAC e per norme poco chiare: si sono persi 3 mesi fondamentali, nonostante sia stato poi dimostrato che noi avevamo agito correttamente. Arrivando quindi a stagione 2022/23 iniziata, con il passare di questi 7 mesi, non credo che sia interesse della proprietà partire con un cantiere a campionato in corso, il che vorrebbe dire posticipare i lavori a giugno 2023".

Esclusa del tutto la possibilità di giocare al Mapei durante i lavori?
"Credo che sia da escludere, in linea di massima, seppur possa essere considerata un'opzione comoda in termini di distanza per i tifosi che potrebbero così seguire in maniera più agevole la squadra. Non credo che la Prefettura di Reggio Emilia, che ha ampia voce in capitolo sul tema, possa concedere di mettere a rischio l'ordine pubblico della città: è inevitabile che la cosa creerebbe forti tensioni tra le tifoserie. Oltre al fatto che già due squadre giocano in quell'impianto e diventerebbe complicato, se non impossibile, riuscire a far disputare le gare di tutte, perché si andrebbe a creare un utilizzo troppo intensivo del manto erboso, che lo renderebbe incompatibile con i parametri che richiede la Lega Calcio".

In che maniera incideranno le elezioni comunali nell’iter per la realizzazione?
"Ammesso e non concesso che il progetto definitivo venga approvato, non ci saranno più i tempi tecnici affinché la nostra amministrazione possa approvare il progetto, che si era schierata in maniera convinta sulla volontà di arrivare ad un processo di riqualificazione dello stadio. C'è da considerare che non tutti i gruppi politici la pensano allo stesso modo: in Consiglio Comunale è stato approvato con i soli voti della maggioranza, mentre il gruppo Lega Nord si è astenuto, così come il consigliere Fabrizio Pezzuto. Le componenti di sinistra, invece, si sono schierate a sfavore. Comunque con il Parma abbiamo convenuto che arrivati a questo punto è inutile correre e di prenderci il tempo necessario per fare il miglior progetto possibile, in modo che poi chiunque dovrà valutarlo faccia fatica a non condividere le finalità e le opportunità di questo progetto. Purtroppo lo stadio diventerà uno dei temi della campagna elettorale, mentre avrei sperato di poterlo portare a termine entro il nostro mandato".

Questa è un’altra vittoria anche dal punto di vista politico: la reputate come l’ultima ciliegina del mandato decennale?
"In questi 10 anni abbiamo dimostrato di avere una maggioranza molto solida, contrariamente a quanto si poteva pensare ad inizio mandato. Questo dello stadio è uno dei progetti al quale sono molto legato, ma ce ne sono altri che hanno caratterizzato la nostra Amministrazione, come quello dell'Ospedale Vecchio. A me, sinceramente, piacerebbe lasciare in dote ai cittadini anche una ristrutturazione profonda ed una riqualificazione del Palazzetto dello Sport".

Anche dopo la fine del suo impegno politico vorrebbe essere coinvolto da questo progetto?
"Ovviamente è un progetto al quale sono particolarmente legato e che potrebbe lasciare il segno più tangibile negli anni del corso in cui ho fatto parte dell'Amministrazione locale, nonostante io sia orgoglioso di tante delle cose portate a termine durante il mio mandato, come il sostegno al mondo dello sport in epoca Covid. Lo stadio, però rimarrà e trasformerà in meglio la città. Io tutt'ora faccio il consulente finanziario, il calcio mi affascina, ma non so se posso ambire realmente ad avere un ruolo all'interno di esso: ci sono ruoli molto importanti da rispettare. Io ho portato una visione politica nel mondo del calcio, ma è giusto che gli aspetti tecnici vengano curati dai tecnici. Poi, nella vita, mai dire mai...".

Quale promessa si sente di fare a chi sinora si è mostrato ostile al progetto e a chi ha manifestato scetticismo?
"Continuare a lavorare in quello che io credo sia un progetto anche di loro interesse. Io non penso di stare lavorando per un progetto utile solo al Parma Calcio o per i suoi tifosi, bensì a tutta la città nel suo complesso. Non voglio convincere né piacere a tutti, i disagi che può creare uno stadio in centro città il giorno delle partite, quello rimarrà. Ma voglio assicurare che le opportunità che l'impianto nuovo darà al quartiere durante la settimana saranno molteplici e di valore".

Cosa le ha colpito maggiormente del presidente Krause?
"L'entusiasmo, senza ombra di dubbio, è palpabile ed evidente. La speranza, e questo lo dico sia da membro dell'Amministrazione comunale che da tifoso del Parma, è che non si esaurisca questo suo entusiasmo, visti i risultati sportivi non sono all'altezza delle aspettative né degli investimenti che sono stati fatti".

Un commento tecnico-sportivo sulla squadra: cosa serve per centrare la promozione?
"Siamo tutti evidentemente insoddisfatti dei risultati, ci aspettavamo se non di poter ammazzare, per così dire, il campionato quantomeno lottare in maniera concreta per la promozione diretta. Provo a svestire i panni di amministratore e parlo come se fossi al bar tra amici e tifosi: secondo me, quando le squadre girano male, il problema è in mezzo al campo e penso che sia così anche per il Parma. Il solo Schiattarella è insufficiente per far girare la squadra per un campionato intero, serve qualità in mezzo al campo".

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