ESCLUSIVA PL - Carli: "Salviamoci e avremo un futuro importante. Krause fantastico, non ci mette pressione"

26.12.2020 09:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA PL - Carli: "Salviamoci e avremo un futuro importante. Krause fantastico, non ci mette pressione"
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© foto di Federico De Luca

Arriviamo dunque all'ultima parte della nostra intervista in esclusiva a Marcello Carli, con cui chiudiamo con qualche domanda sul presidente Kyle Krause e il suo impatto con il mondo Parma. La videoconferenza dopo Roma e il tweet "No more 3-5-2", il progetto ambizioso che fonda sui giovani di grande talento, ma che porta con sé anche tante difficoltà. Ecco, qui di seguito, la terza ed ultima parte dell'intervista di ParmaLive.com con Marcello Carli, direttore sportivo del Parma. 

Ha parlato con il presidente dopo Crotone?
“Avremo una riunione. Mi aspetto una persona lucida, perché lui è così, magari anche arrabbiata perché quando si perdono due partite di fila è giusto si sia arrabbiati. Se avrà qualcosa da dire al responsabile lo dirà a me ed è giusto che lo dica, sono abituato a presidenti che dopo brutte prestazioni sono arrabbiati. Non so cosa mi dirà, ci sta non sia contento”.

Il suo progetto è ambizioso ma ovviamente non è immediato:
“Il problema del Parma è quest’anno. Se il Parma, anche con sofferenza, si salverà sono convinto avrà un futuro davvero importante. Tutto quello che si è seminato si raccoglierà. In questo momento il progetto ha una luce da seguire, la salvezza, che ci farà diventare un progetto ambizioso. Abbiamo una grande struttura, a Parma c’è una qualità della vita straordinaria, siamo una squadra seria e la società è forte e senza debiti, e vuole investire sui giovani: c’è tutto per essere un punto di riferimento per il calcio italiano. Ma tutto passa da questa annata, sarà difficile, dobbiamo salvarci in ogni modo quest’anno. Se il Parma si salva quest’anno, e si salverà, avremo un futuro importante. Al di là che ci sia Carli o un altro, perché la linea tracciata è una linea che porterà ad un futuro importante”.

E’ un rischio troppo grande in Italia scommettere solo sui giovani?
“Non è un rischio. I giovani di talento, se li metti in una struttura forte hanno una crescita più rapida, se li metti in una struttura con un’identità meno forte fanno fatica. Il giovane se è forte non è un rischio. Noi dobbiamo aumentare l’identità della squadra, perché per ora non la abbiamo. Che ci vogliano sei mesi, quattro mesi, io non lo so. Tutti i giovani in Italia hanno avuto difficoltà all’inizio. Il Milan che è primo in classifica ci ha messo anni, prima lo si criticava, ora tutti lo esaltano ma Pioli e Maldini avevano già le valigie in mano fino a poco tempo fa. Hanno preso Ibrahimovic, Kjaer dietro, gli hanno dato identità e ora sono un esempio del calcio italiano. L’Atalanta ha rischiato di mandare via Gasperini, poi lui si è affidato a dei giovani e tutto il resto e ora sono un esempio europeo. Tutti i percorsi hanno difficoltà, non è possibile non averne. Bisogna sapersi prendere le responsabilità, se la gente non è contenta e se ci sono le critiche è giusto che si siano, perché i giornalisti non criticano gratuitamente. Se noi stiamo dando queste sensazioni dobbiamo stare zitti e lavorare a testa bassa”.

Quindi non le sono dispiaciuti i voti assegnati al mercato del Parma?
“Nella mia vita non ho mai preso un voto superiore al 4.5, forse un anno ho preso un 6-, ma perché io ho sempre venduto e mai comprato. Quando ho preso Sarri mi hanno dato 3, con Giampaolo presi 4. Andare sul sicuro non è un problema, il Parma aveva perso Kulusevski, se avessimo preso due svincolati di livello e altri giocatori di categoria, pur spendendo meno avremmo rischiato meno. Sarebbe stato un percorso più semplice. Noi abbiamo preso dei rischi e giustamente la gente ci ha detto che avevamo sbagliato. A fine anno guarderemo chi aveva ragione, non te lo so dire ora. Chi scrive e chi commenta lo fa con onestà, se pensate che abbiamo sbagliato io ho rispetto di questo pensiero. Io credo non si sia sbagliato e fra un paio d’anni lo vedremo. Ma tutto passa dalla salvezza”.

E la lotta salvezza come la vede?
“Quest’anno sarà difficilissima, nessuno si è staccato. L’anno scorso sia il Brescia che la SPAL avevano dato l’impressione che non ce l’avrebbero fatta, così come il Lecce forse aveva un organico corto alla distanza. La Fiorentina non farà parte di questo gruppo ma per il resto ci sono sei-sette squadre che se la giocheranno”.

Quest’estate incontra D’Aversa e sembra si possa proseguire con lui: lui poi cambia idea, che succede?
“Non ha cambiato idea, dal suo primo incontro non l’ho visto convinto. Io ho un difetto, o non parlo o parlo e dico la verità. Io Roberto D’Aversa volevo tenerlo, quando ho parlato con Pizzarotti, Ferrari e Malmesi gliel’ho detto. Non sono il più intelligente del mondo ma nemmeno il più stupido, so che campionato andavamo ad affrontare e non volevo per niente cambiare allenatore, che con lo stesso gruppo avrebbe avuto mille vantaggi basti vedere cosa stanno facendo le squadre che hanno confermato come il Sassuolo, il Milan. Al nostro primo incontro io sono andato a trovarlo al mare per esternargli la mia grande soddisfazione di poter lavorare con noi. E dal primo giorno ho trovato una persona, che aveva degli strascichi e non era motivato. Era arrabbiato. Era successo qualcosa nei mesi precedenti, a fine stagione, quando c'era la problematica di avere un cambio societario, dove forse si voleva cambiare allenatore. Ho provato in mille modi a trattenerlo però ad un certo punto abbiamo detto basta perché non vedevo una persona motivata per rimanere a Parma. La verità è questa, il resto sono tutte chiacchiere”.

Quando lei arriva a Parma non sapeva che sarebbe arrivato Krause?
“Assolutamente no. Io ho parlato con Pizzarotti, Malmesi e Ferrari, poi con Gandolfi, eravamo pronti a fare un mercato di prestiti con giovani italiani, magari vendendo qualcosa per recuperare due soldi ma sapevamo che era difficile. La situazione economica del Parma era sana perché c’era gente forte, ma non poteva più essere sostenuta a quei livelli lì”.

Cosa l’ha colpita di Krause?
“Il presidente lo posso solo ringraziare, non ha mai interferito. Lui mi ha trovato, così come ha trovato l’allenatore, anche lui ci sta provando a capire, a studiare. Posso solo parlare in maniera splendida di lui, non ci ha mai messo pressione, non posso che essere stra felice di lavorare come sto lavorando ora”.

Dopo la Roma fate una video call e al termine lui scrive su Twitter che non giocherete più col 3-5-2. Come si arriva a quel momento?
“Dopo la partita con la Roma abbiamo fatto una conferenza, è stato gentilissimo. Ha detto al mister di non buttarsi giù e ci siamo messi a parlare di calcio. Il mister gli ha spiegato che aveva bisogno di compattezza, perché a Milano con l’Inter non se la sentiva di giocare a quattro e da quella partita eravamo riusciti a fare qualche risultato ma che non pensava fosse giusto cambiare il suo modo di pensare. Il presidente Krause era molto contento perché lui ama un calcio offensivo, ma l’idea di cambiare e passare con il 4-3-3 era di Liverani”.

Dal nuovo anno lascerà la sua azienda, la Kum and Go: sarà ancora più presente a Collecchio?
“Se sarà più presente sarà solo un bene per la società, mi auguro di sì. Però dovresti chiederlo a lui”.

Juventus-Napoli si rigiocherà. Tornando indietro lei andrebbe comunque ad Udine?
“Tutta la vita. A me le scorciatoie non sono mai piaciute. Ho preso anche delle belle botte, mi prendo le mie responsabilità ed è giusto che qualche volta paghi ma le scorciatoie io non le prenderò mai. In quel momento eravamo convinti per il Parma, ma soprattutto per il calcio, che dovevamo dare un segnale forte, che dovevamo giocare contro tutti e davanti a tutti per portare in fondo il campionato. Il motivo per cui il Napoli non è partito non lo so e non mi interessa saperlo, avranno avuto i loro motivi. Noi se la dovessimo giocare altre dieci volte, anche a costo di rimetterci, farei sempre andare la squadra. Non rinnego le mie idee per un punto in classifica”.

Da qui al 27 staccherete un po’?
“Io avevo un giorno libero e l’ho passato a parlare con te (ride, ndr). Spero di staccare 25 e 26, per dare un po’ di attenzione ai miei figli e al resto. Penso sia giusto staccare questi due giorni”.

Che cosa chiede al Parma nel 2021?
“Che i ragazzi stiano bene, che si possano allenare, che si allenino e che si allenino ancora. Chiedo la salute per tutti quelli che vestono la maglia del Parma, il resto ce lo dobbiamo conquistare da soli”.

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