Auguri a Tino Asprilla! Anche il Parma ha avuto il suo Maradona

10.11.2020 10:31 di Manuela Bartolotti   Vedi letture
Auguri a Tino Asprilla! Anche il Parma ha avuto il suo Maradona
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Compie gli anni il 10 novembre il giocatore più controverso e incontrollabile che abbia mai militato nel Parma. Famoso per le sue capriole d’esultanza dopo il goal, ma anche per le numerose vicende giudiziarie e le intemperanze che lo videro protagonista, Faustino Asprilla, detto Tino, è stato il nostro piccolo Maradona. Colombiano, classe 1969, dopo i primi tiri nella squadra locale del Tuluà, viene acquistato dall’Atletico Natiònal, allora prima squadra del paese. Resta fino al 1992 quando, dopo 75 partite e 35 reti, viene acquistato per pochi miliardi di lire dal Parma ancor fresco di serie A (dal 1990). Dopo un primo periodo di diffidenza da parte dell’allenatore Nevio Scala, riesce a tirar fuori le sue doti offensive come seconda punta a fianco di Alessandro Melli. Chiude la stagione  con 7 goal in 27 partite. Resta indimenticabile il suo goal su punizione a San Siro contro un imbattibile Milan il 21 marzo 1993. Il Parma in cui gioca è quello “stellare” di Taffarel, Grun, Osio, Fernando Couto, Melli, Zola, Benarrivo, Apolloni, Crippa, Dino Baggio. Con questi compagni sfiora lo scudetto e poi è determinante per l’impressionante palmarès europeo di quel triennio: una Coppa delle Coppe (1993), una Coppa UEFA (1995) e una Supercoppa Europea (1994), vinta ancora battendo il super Milan di Capello. Con questo rendimento, suscita l’interesse di numerosi club stranieri, tra cui il Newcastle che è praticamente costretto a comprarlo per 17 miliardi, dopo aver perso una causa per la sua positività alla cocaina ai test antidoping in Inghilterra (1996). Qui inizia la sua discontinuità dovuta ad eccessi e viene addirittura incolpato, per lo scarso rendimento, di aver fatto sfuggire alla squadra la vittoria del campionato, la quale sembrava essere ormai certa. Il suo guizzo geniale lo porta però all’impresa della tripletta quasi in solitaria contro il Barcellona, il 17 settembre 1997. Conclusa l’esperienza inglese tra alti e bassi, torna a Parma dove ora giocano altri campioni come Buffon, Thuram, Cannavaro, Chiesa e Crespo. Non riesce tuttavia a ritrovare la gloria della prima esperienza nella squadra ducale, pur festeggiando un’altra Coppa Uefa nel 1999, giocando gli ultimi minuti della finale contro il Marsiglia vinta 3-0. Dopo due anni coi crociati, dove resta famoso più per le sue avventure amorose con la pornodiva Petra Scharbach e per le sue disavventure giudiziarie, torna in Sudamerica per giocare in Brasile, Messico, Argentina, Cile e infine in Colombia, nella squadra della sua città, fino al 2004. E qui chiude il cerchio. Nel 2005 è chiamato in Italia ancora, stavolta in serie D, nella squadra di Aosta allenata dall’ex compagno di Parma, Osio, ma poi salta tutto per problemi burocratici. Dopo 331 partite e 112 goal nei campionati professionistici, decide di ritirarsi e come nel suo stile scenografico e da mattatore, fuori e dentro lo stadio, si presenta in frac e limousine all’ultima partita. Ha militato anche nella Nazionale colombiana, esordendo il 6 giugno 1993 nell’amichevole Colombia-Cile. Dopo essersi distinto, con una doppietta, nella vittoria 5-0 contro l’Argentina il 5 settembre 1993 nella partita di qualificazione a USA ’94, viene annunciato come probabile protagonista del Mondiale e la sua squadra promessa per la vittoria. Invece viene esclusa ai gironi. Il mondiale viene tristemente ricordato per l’assassinio del difensore colombiano Andrés Escobar da parte della malavita colombiana perché ritenuto responsabile dell’uscita della squadra dalla competizione.  Il 2 aprile 1997, in una partita per le qualificazione ai Mondiali del 1998 persa per 2-1 contro il Paraguay, viene espulso per una rissa col portiere avversario Chilavert. L’episodio finisce addirittura con un narcotrafficante che si offre d’uccidere il portiere, ma Tino lo dissuade. Infine nel 1998, la Colombia esclude Asprilla dai Mondiali di Francia (nonostante risultasse tra i convocati) per le offese rivolte al CT Herman Gomez e a causa dell’ennesima notte brava. Il rapporto con la Nazionale termina però ufficialmente nel 2001 in Paraguay prima della mancata qualificazione ai Mondiali del 2002, con un bilancio di 57 presenze e 21 goal.

Sicuramente la lista degli aneddoti e degli eccessi di Tino è pari alle sue fulminanti giocate con le quali sgusciava via dagli avversari e andava in porta senza neanche lasciare il tempo ai difensori di realizzare cosa fosse successo, mentre lui era già a caprioleggiare esultante del goal. Giusto per capire che tipo fosse abbiamo le parole del mister Nevio Scala che ricorda come una volta, stanco di correre, abbandonò l’allenamento dicendo: “Non sono Forrest Gump!”. Di tutto invece il gossip di donne, sesso, risse, soprassediamo. Ci bastino i fuochi d’artificio che faceva in campo: illuminano ancora e illumineranno sempre gli amarcord del nostro Parma.