Gli arrivi di Buffon e Vazquez ci hanno illuso che quest’anno sarebbe stata una formalità, ma le prime gare ci hanno riportato con i piedi per terra

29.09.2021 20:00 di Rocco Azzali   vedi letture
Gli arrivi di Buffon e Vazquez ci hanno illuso che quest’anno sarebbe stata una formalità, ma le prime gare ci hanno riportato con i piedi per terra
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In effetti, se al “Pronti, via!” del mercato, ti presenti con Buffon, non puoi che avere una piazza in fermento ed, automaticamente, ambiziosa e sicura dei propri mezzi. Un acquisto del genere condiziona, e non poco, l’opinione generale, anche grazie all’eco mediatico scatenato da televisioni e giornali dal momento del suo arrivo a Parma. Se poi aggiungi un fantasista del calibro di Franco Vazquez, che fino alla stagione precedente giocava la Champions League e neanche troppo tempo fa attirava su di sè l’attenzione dei top club europei, ad un organico che deve competere per fare una Serie B, allora tutto parte sul velluto e la strada da percorrere verso il ritorno in Serie A sembra essere tutta in discesa.
Galvanizzati dai due super acquisti, abbiamo preso con entusiasmo tutte le altre operazioni in entrata e in uscita, auspicando che i giovani profili sui quali la società ha scommesso fossero tutti già pronti per farci fare il salto di qualità e competere con le altre pretendenti alla promozione. Purtroppo, però, non tutti sono dei Kulusevski, dei Man o dei Mihaila (che anche lui ha impiegato il suo tempo per inserirsi l’anno scorso). Negli anni ne abbiamo visti passare in quantità di ragazzi sui quali si diceva un gran bene e poi, spesso e volentieri, hanno disatteso le aspettative. I giovani sono delle scommesse: talvolta possono esplodere, altre volte, invece, fallire. E in ogni caso hanno comunque bisogno di tempo per ambientarsi nel gruppo, conoscere le esigenze dell’allenatore, qualcuno anche di imparare la lingua e prendere confidenza con il nostro calcio. Vi siete chiesti se al posto di Buffon e Vazquez fossero arrivati, che ne so, Alex Cordaz e Nicholas Viola (due profili non più giovanissimi e comunque entrambi un lusso per la Serie B)? Ci siamo fatti troppo prendere dalla mediaticità dei nomi dei nostri due fuoriclasse? Gigi e il ‘Mudo’ sono di sicuro due colpi di genio della nostra proprietà e degli addetti al mercato, ed aiuteranno senz’altro a crescere questo gruppo di giovani promesse, che però, ad oggi, non sono ancora pronti per essere etichettati come i più forti del campionato. Parliamo di ragazzi alle prime armi nei professionisti, catapultati in una realtà totalmente nuova, che hanno bisogno di tempo per prenderci le misure. Ma, dopo i primi passi falsi, si è visto che i tifosi, da una parte anche giustamente, non sono così propensi nel dare troppo tempo alla squadra per sbagliare, perché più le giornate passano e più le altre corrono.
Come già detto in altre occasioni, io, condivido pienamente il pensiero della dirigenza ed il progetto societario di rifondare in toto squadra e staff, ripartendo da giovani ambiziosi ed intraprendenti, basandosi sugli esempi di Atalanta e Sassuolo. Il 'discorso del Leeds’ che Maresca faceva quest’estate, e che di recente il Direttore Ribalta ha spiegato in maniera esaustiva, va capito ed accettato, se si crede in queste persone e se si vuole davvero ripartire: la strada sarà lunga, da soffrire ci sarà, ma se restiamo uniti, torneremo in Serie A.