Leoni: "Quando è arrivato Chivu eravamo messi male, è stato bravo a creare legami"

04.01.2026 15:12 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Leoni: "Quando è arrivato Chivu eravamo messi male, è stato bravo a creare legami"

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l'ex difensore del Parma Giovanni Leoni ha raccontato il suo percorso riabilitativo dopo il grave infortunio rimediato all'esordio con la casacca del Liverpool: “Mi sono reso conto della gravità appena ho toccato terra, l’ho detto a Conor Bradley, mio compagno di squadra: ‘Mi sono fatto il crociato’. Non mi era mai capitato ma è stata una sensazione strana, ho pensato ‘è quello, punto’. Un dolore grande, forte, il più forte che abbia provato nella vita”.

Che pensieri vengono nei giorni successivi? Capita di pensare che, rimanendo a Parma, tutto questo non sarebbe successo?
“No, questo non l’ho mai pensato, come non ho pensato di essermi infortunato perché qualcuno mi vuole male. Io credo che la vita riservi certe cose e il destino mi abbia portato a questo. A me stesso, dico: Sarà successo per farmi diventare più forte”.

Chivu, che allenatore è?
“Quando è arrivato al Parma, a febbraio, eravamo messi male. Chivu è bravissimo a creare legami con i calciatori, a parlare spesso, ridere, scherzare. Ti porta a dare il 200% in allenamento, anche perché sai che lui ci sarà sempre, se anche sbaglierai qualcosa non parlerà mai contro di te pubblicamente”.

Inter, Juventus, Milan. In estate si è scritto di tutte le grandi italiane come possibili destinazioni. Ora si può dire: qualcuna è andata vicino?
“No, non c’è mai stato nulla di concreto con nessun club italiano. Certo, quando c’è un interessamento fai un pensiero ma non c’è stata una squadra più vicina delle altre. Non mi sono messo obiettivi, volevo solo vedere che cosa sarebbe successo giorno dopo giorno”.

Poi è arrivato il Liverpool.
“Quando ti chiama una squadra come il Liverpool, fai fatica a non guardarla con altri occhi. Devo dire che ogni giorno credo che la Premier sia stata la scelta migliore, ho avuto il supporto e l’affetto dei compagni. In tv ti chiedi ‘chissà come saranno’, poi li conosci e scopri che sono persone normali”.

A che punto è il recupero? Il ginocchio fa ancora male?
“No, ora la parte più difficile è passata. Sto facendo riabilitazione, piscina, palestra. Per un calciatore, un infortunio così può essere il momento più difficile della carriera ma io ora voglio solo allenare la testa per tornare più forte di prima. Penso sia l’aspetto fondamentale: la testa può fare la maggior parte del lavoro”.