La solitudine dei numeri nove

15.12.2020 23:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
La solitudine dei numeri nove
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Che Parma vedremo domani? Il Parma pugnace di San Siro, il Parma impauriro della ripresa con il Benevento? O il buon Parma di Genova? Difficile da pronosticare, ma sulla carta, la gara di domani contro il Cagliari, complessa ma allo stesso tempo abbordabile, può segnare un crocevia della stagione dei crociati. Non possiamo dire che la squadra nell'ultimo mese mezzo non sia cresciuta: la vittoria contro il Genoa è stato probabilmente il punto più alto raggiunto fin qui dal gruppo, ma i primi trenta minuti contro il Benevento e l'animosità vista a San Siro, con quel cinismo che, nella storia recente, il Parma non ha mia avuto, possono farci sperare per un futuro migliore. Difficile, senza dubbio, ma possibile. 

Tra le note positive c'è però qualcosa che ancora non convince: il numero 9. Precisiamo, non Cornelius, non Inglese, proprio il centravanti, come ruolo. In questo inizio di stagione il centravanti non ha mai girato. Cornelius ha giocato un paio di ottime partite da boa, per la squadra, per aprire spazi e tenere su palloni. Inglese è entrato benissimo in campo contro l'Inter, servendo uno splendido assist a Gervinho, e dopo il calvario Covid sta lentamente tentando di tornare sui suoi livelli, dopo anche uno scorso anno falcidiato da sfortune di vario genere. Ma questi numeri nove, in questo inizio, tutto sembrano tranne che nove. E' vero che nel calcio moderno chiunque può essere un nove: lo è stato Kucka, lo è stato Gervinho, lo è stato perfino Dezi, ma il nove, per noi conservatori, deve soprattutto fare una cosa: gol. 

Liverani dice bene, per far segnare le punte vanno messe in condizione di segnare, cosa che per ora è successo poco. Cornelius, tolta la gara di Genova, non ha praticamente mai avuto palloni buoni da spingere in rete, così come Inglese, che ha anche giocato molto meno per i motivi di cui parlavamo prima. E se le punte non segnano tocca agli altri prendersi la gloria. Hernani, sorprendentemente a quota 3, Kurtic a 2, Gervinho con 4 e via via gli altri. In attesa dei due nove aggrappiamoci a loro, sperando che già da domani, l'11 e il 45 tornino al gol, magari uno per tempo.