Amarcord - Quei giovani del Parma Primavera che fecero infuriare Pasolini...

22.03.2018 21:03 di Giuseppe Emanuele Frisone  articolo letto 681 volte
Pasolini calciatore
Pasolini calciatore

All'indomani della bella impresa del Parma Primavera, che al Torneo di Viareggio ha raggiunto i quarti di finale battendo il Milan, ci sembra adeguato proporvi un Amarcord che riguarda, seppur marginalmente, proprio le giovanili del club emiliano. L'aneddoto in realtà riguarda soprattutto Pier Paolo Pasolini: il grande regista, poeta ed intellettuale era anche appassionatissimo di calcio (nonché tifoso del Bologna).

Per capire come il Parma si intrecciò in qualche modo con Pasolini, bisogna tornare agli ultimi mesi di vita dell'intellettuale. Risaliamo al 1975, quando Pasolini stava girando "Salò o le 120 giornate di Sodoma", presso la villa di Pontemerlano di Roncoferraro (Mantova). Poco lontano, nel parmense, Bernardo Bertolucci stava invece attenendo alla regia di "Novecento". Si decise, dunque, di organizzare una partita di calcio tra i cast dei due film.

Come riportano le cronache del tempo, in particolare sulle colonne della Gazzetta di Parma, la partita si giocò il 16 marzo 1975, giorno del trentaquattresimo compleanno dello stesso Bertolucci. Teatro della sfida il campo centrale della Cittadella, nei pressi dello stadio Tardini, alle ore 9.30. Se il regista parmigiano non giocò, limitandosi a tifare per la sua squadra dalla tribuna, il 53enne Pasolini ("Stukas", come si faceva chiamare quando giocava a calcio) volle scendere in campo a tutti i costi, indossando i gradi di capitano. Si è pensato che l'incontro dovesse servire a riappacificare Pasolini e Bertolucci, dopo che tra i due c'erano state delle divergenze a livello artistico, ipotesi sempre smentita da Ninetto Davoli. Da ricordare che, in passato, i due registi collaborarono in "Accattone" del 1961 e in "La commare secca", primo lungometraggio di Bertolucci.

Venendo alla partita, questa fu vinta nettamente dalla troupe di "Novecento" per 5-2. La squadra di Bertolucci, peraltro, si presentò con una divisa molto particolare, fatta confezionare apposta per la gara, con maglia viola e calzettoni multicolori. Ma è proprio qui che entrò in gioco il coinvolgimento del Parma, perché ben quattro giocatori della Primavera gialloblu (di cui non ci sono pervenuti i nomi), spacciati per attrezzisti, andarono a rimpolpare i ranghi della formazione di "Novecento". E' chiaro che a quei livelli ciò fece la differenza, anche se pare che Bertolucci, di questo, non ne sapesse nulla. Di questo episodio e del coinvolgimento dei giocatori della Primavera ducale, ne parla tra gli altri il libro "Storia d'Italia in 15 film" di Alberto Crespi, e ha ispirato in parte anche il romanzo "Fútbol bailado" di Alberto Garlini.

Quello che successe di lì a poco a Pasolini lo sappiamo tutti: l'intellettuale venne ucciso nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 presso l'Idroscalo di Ostia, e "Salò" uscì postumo poche settimane dopo. Ma questa è un'altra storia.