314 minuti senza segnare: il Parma resta ancora a digiuno. Mercato, batti un colpo?
Il digiuno del Parma prosegue anche a Bergamo. Terza gara consecutiva senza trovare la rete, dopo i pareggi per 0-0 contro Napoli e Genoa. L'ultimo a segnare, al 72' della sfida contro il Lecce, è stato Mateo Pellegrino, con l'incornata di testa su corner che ha regalato tre punti d'oro al Parma. Il dato ora parla chiaro: 314 minuti senza segnare, il digiuno più lungo della stagione. Preoccupante, ma la buona notizia è che, nonostante ciò, il Parma ha raccolto punti in due delle ultime tre gare disputate. Questo però di certo non basta a mascherare i limiti di una fase offensiva che restano evidenti e ai quali Cuesta sembra non aver ancora trovato la definitiva soluzione.
Per assurdo, in queste ultime tre gare, il Parma le occasioni migliori per trovare la via del gol le ha avute proprio ieri, nella larga sconfitta per 4-0 contro l'Atalanta. Il tentativo di aggredire la squadra di Palladino ha permesso di recuperare palla in zona pericolosa, come in occasione della rete divorata da Pellegrino, sul suggerimento di Troilo, ma allo stesso tempo ha anche esposto il Parma, che ne ha pagato le conseguenze. Resta però il fatto che invece, nelle precedenti due gare, sono state pochissime le occasioni da gol avute. Se oggi si può puntare il dito su qualche errore sotto porta, lo stesso non si può dire delle gare contro Napoli e Genoa, nelle quali il Parma ha faticato enormemente a costruire vere occasioni. I dati lo confermano: 1.65 di expected goal ieri, a confronto con lo 0.44 contro il Genoa e addirittura lo 0.18 contro il Napoli.
E' chiaro che qualcosa non stia funzionando e sono diversi i fattori da prendere in considerazione. In primis l'atteggiamento di una squadra che, anche a ragion veduta visti i risultati, ha preferito pensare a non prenderle, finendo per quasi dover rinunciare alla produzione offensiva in alcune fasi del match, soprattutto su campi difficili come Napoli. Allo stesso tempo, non si può che constatare come Pellegrino sia un po' un guerriero nella terra di nessuno. L'apporto offensivo del resto della squadra non è stato all'altezza, ma l'argentino con i suoi gol è riuscito comunque a limitare i danni, oscurando anche il contributo praticamente nullo in termini di numeri di Ondrejka e Oristanio, ancora ben al di sotto rispetto alle aspettative.
Se però questo è il quadro generale, sembra scontata la necessità di intervenire quanto prima per mettere a disposizione di Cuesta nuove soluzioni nel reparto offensivo. Mancano dieci giorni al termine della sessione, il Parma finora non si è mosso in entrata ma dovrà sicuramente farlo per dare nuove cartucce al tecnico ducale. Soprattutto se, come raccolto nelle ultime ore, dovessero esser presto completate le cessioni di Djuric e Cutrone, quest'ultimo inserito nello scambio con Luvumbo. Oltre all'angolano però, c'è bisogno di altro, di un profilo che possa fare la differenza in avanti e sbloccare un attacco con poche soluzioni. L'altro giorno Cuesta in conferenza ha dichiarato di "sentirsi coperto", ma l'impressione è che ci siano delle mancanze piuttosto evidenti. Giusto quindi auspicare altri arrivi dal mercato: se Cuesta ha il compito di ritrovare Ondrejka e Oristanio, la società deve regalargli qualche alternativa in più.


