Svecchiamento della rosa e giocatori di proprietà: gli effetti del piano triennale

26.12.2019 14:09 di Vito Aulenti Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Svecchiamento della rosa e giocatori di proprietà: gli effetti del piano triennale

I successi ottenuti sul campo dal Parma giungono da lontano: sono il frutto non solo delle abilità e della professionalità dello staff tecnico e dei giocatori, ma anche del certosino lavoro svolto da una proprietà sana, ambiziosa e lungimirante che non lascia nulla al caso. Dai tempi della D ad oggi, ogni anno c'è stato un graduale passo in avanti a livello societario e strutturale. E così, dopo il mercato difficoltoso dell'estate del 2018, quando Daniele Faggiano - un po' per il processo relativo al caso sms, un po' per scelte societarie ben precise - fu costretto a perfezionare solo trasferimenti a titolo temporaneo, stavolta il club ha deciso di alzare ulteriormente l'asticella, avviando un importante piano triennale che prevede l'acquisto di giocatori di proprietà e il ringiovanimento della rosa.

Tra contratti in scadenza e prestiti, nella passata stagione il Parma quasi non arrivava ad avere dieci giocatori di proprietà con vista 2019-2020. Un handicap non da poco, e non solo perché Faggiano avrebbe dovuto rifare la squadra quasi daccapo dodici mesi più tardi, ma anche perché, se non si hanno giocatori propri, diventa davvero complicato autofinanziarsi e programmare al meglio le stagioni future. Dopo la salvezza ottenuta a maggio, però, la musica è cambiata, e ora il club, eccezion fatta per il gioiellino Dejan Kulusevski, rifiuta totalmente i prestiti secchi, preferendo i prestiti con diritto di riscatto o, ancora meglio, quelli con obbligo di riscatto. Insomma, i tifosi possono stare tranquilli: questo Parma (che per sviluppare il piano triennale si è anche avvalso della collaborazione dello specialista Stefano Matalucci) vuole lavorare in maniera futuribile, dando così ulteriori certezze e serenità anche agli stessi giocatori, i quali, se acquisiti a titolo definitivo, possono sviluppare un senso d'appartenenza ancora più marcato.