PL - Melli: "A Como il Parma più brutto dell'anno. Alla società non interessa il rapporto col territorio"

20.03.2023 16:26 di  Donatella Todisco   vedi letture
 PL  - Melli: "A Como il Parma più brutto dell'anno. Alla società non interessa il rapporto col territorio"
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© foto di Giovanni Padovani

Dopo la brutta sconfitta di Como, il Parma si ritrova nono in classifica con 41 punti. Ancora una volta la squadra crociata ha avuto il pallino del gioco ma non è stata in grado di concretizzare le occasioni a disposizione. Abbiamo fatto una riflessione a tutto tondo sul match del Sinigaglia e su altre questioni relative al momento degli emiliani con Sandro Melli, bandiera del club e attaccante durante gli anni con Nevio Scala in panchina. Ecco le sue parole ai microfoni di ParmaLive.com.

Il Parma ha subito un ko anche a Como. Come valuta la prestazione dei crociati? Cosa non ha funzionato per i ragazzi di Pecchia?
"Valuto la partita Como-Parma in maniera molto negativa, credo che non abbia funzionato nulla. E' stata una prestazione incolore sotto tutti gli aspetti: sia tattici che personali del singolo giocatore. Anche l'allenatore ha commesso tanti errori. Direi che, insieme alla partita di Cosenza, è stata la più brutta prestazione del Parma Calcio quest'anno. Non salverei nulla, il Parma non ha dimostrato niente. La squadra si è trovata in svantaggio dopo solo cinque minuti, non è riuscita a reagire, ha sempre dato spazio ai contropiedi del Como e non ha praticamente mai tirato in porta. E' stato un Parma molto confusionario, privo di iniziative sia singole che di squadra".

Quale può essere la causa di questo andamento altalenante dei crociati?
"Più che andamento altalenante, potremmo dire che questo è un andamento che va verso il basso. Ormai le vittorie sono molto poche, mentre in passato il Parma ha anche totalizzato una-due vittorie consecutive, poi subiva un ko. Ultimamente, invece, sono più i risultati negativi di quelli positivi. Posso dare un giudizio dall'esterno per quanto riguarda i motivi, secondo me ci sono sempre tanti motivi che sono alla base di questa situazione. Penso che le scelte dell'allenatore in questo momento siano da rivedere, vi è il solito problema che riguarda l'attaccante, inoltre noto che la squadra ha perso dinamismo sotto l'aspetto della condizione fisica. Il Parma mi dà l'idea di essere una squadra molto insicura che tiene il pallino del gioco senza riuscire mai a concretizzare. Le altre squadre conoscono questa peculiarità della squadra crociata e si coprono bene, perché sanno che il Parma fatica a tirare in porta. Il Parma fa un tipo di calcio che permette alla squadra avversaria di mettersi bene in difesa, di coprirsi e non dà mai la possibilità alle squadre avversarie di essere prese alla sprovvista. La manovra è troppo lenta e questo fa sì che gli avversari si coprono bene e, quando ripartono, diventano sempre pericolosi".

Se manca Vazquez la squadra in attacco sembra perdersi. La società a gennaio doveva muoversi diversamente sul mercato?
"Credo che la società abbia sbagliato completamente ad agosto e ancora di più a gennaio. Non vedere o non voler vedere che questa squadra fosse senza attaccanti penso sia stato il più grande errore che abbiano fatto. Non so le motivazioni per cui la società abbia operato in mercato. Penso che Inglese sia stato un buon giocatore, ma ormai da tre anni è un giocatore che non ha più nulla da dire. Charpentier, il suo sostituto, credo che abbia dei problemi fisici: quando va in campo non riesce a fare uno scatto. L'errore è stato fatto ad agosto ed è stato reso ancora più evidente a gennaio".

Come percepisce il rapporto della società con il territorio e cosa potrebbe fare per migliorarlo?
 "Potrebbe fare tutto, ma secondo me per loro questa non è la priorità. In realtà credo che a Krause e ai suoi collaboratori questa questione non interessi. Hanno altre priorità e obiettivi che non so quali siano, ma sicuramente non hanno la priorità del senso di appartenenza, del rapporto con la gente, di essere un unico gruppo insieme alla città. Questi aspetti qua a loro non interessano. Sono americani e a loro non interessa avere questo tipo di mentalità. L'americano vive in un mondo diverso dal nostro".

Cosa manca a questo Parma per fare il salto di qualità?
"Al Parma mancano tante cose. La squadra deve ritrovare un po' di fiducia in se stessa, deve trovare più condizione fisica e qualche risultato positivo che possa dare un po' di morale. Il Parma dovrebbe cercare di arrivare almeno settimo o ottavo per giocarsi i playoff. In seguito magari si potrebbe anche fare un miracolo. Ad ogni modo, il Parma visto ultimamente ne ha di strada da fare e il tempo è poco. I crociati dovrebbero accelerare molto la crescita sotto questi aspetti".

A questo punto del campionato la pausa può aiutare per concludere la regular season nel migliore dei modi?
"Sicuramente la sosta un può aiutare in parte a riordinare le idee, a fare delle valutazioni più serene, sia personali che di gruppo. Penso comunque che una squadra, dopo otto mesi di campionato, dovrebbe, mi auguro, avere già fatto riunioni o valutazioni di questo tipo. Purtroppo i risultati al momento non si vedono. Probabilmente una settimana in più di valutazioni potrebbe dare un piccolo aiuto. Ma se i giocatori non trovano dentro di sé un po' di amore verso questa maglia diventa difficile. Io vedo altre squadre lottare, lo fanno pur essendo consapevoli dei propri limiti. Al contrario, all'interno della rosa del Parma, sono tutti convinti di essere dei buoni giocatori, fatta eccezione per Buffon, Vazquez e Bernabé. Gli altri dovrebbero lavorare tanto e capire che in Serie B occorre correre e pedalare. Purtroppo la sensazione è che molti siano convinti di essere dei buoni giocatori ma non è così".

A questo punto del campionato la pausa può aiutare a riassettare tutto e trovare le giuste motivazioni per concludere la regular season nel migliore dei modi?
"Secondo me il Parma può arrivare ancora sesto, settimo o ottavo. Nulla è compromesso per i crociati da questo punto di vista. Fra due settimane ci sarà il confronto con il Palermo. Se abbiamo la fortuna di batterlo, potremmo superarlo. Secondo me ciò che preoccupa è l'atteggiamento e il modo in cui si sta in campo. Sembra ci sia poca voglia di lottare e preoccupa il modo di porsi in campo in occasione delle partite".

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