Parma Gervinho-dipendente? Forse, ma i progressi ci sono e non si possono negare. Mister Pioli facciamo un patto, la penna la porto io

07.12.2020 11:06 di Simone Lorini Twitter:    Vedi letture
Parma Gervinho-dipendente? Forse, ma i progressi ci sono e non si possono negare. Mister Pioli facciamo un patto, la penna la porto io
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Mai come quest'anno, il Parma sembra schiavo delle bizze del proprio campione: memorabile nella prova di San Siro, superlativo anche a Marassi una settimana fa, il prode Gervinho non è riuscito ancora a dare la giusta continuità alle proprie prestazioni e di conseguenza la squadra di Liverani continua ad essere estremamente ondivaga in termini di risultati e di prodotto offensivo. Basti pensare che per la seconda gara interna di fila il collettivo crociato ha concluso la sfida senza conclusioni verso la porta avversaria. Una grave pecca che di certo il mister dovrà correggere nelle prossime settimane, visto che il povero Cornelius non ha sostanzialmente ricevuto neanche un pallone giocabile in zona rossa e lo stesso Karamoh si è messo a disposizione totale della squadra senza però andare mai alla ricerca dell'azione individuale. Neanche nel primo anno di Serie A la dipendenza tra il gol e la presenza dell'ivoriano in campo era apparsa così evidente, anche se ieri la partita, conclusioni a parte, non può certo definirsi negativa. E' mancata indubbiamente velocità di esecuzione e capacità di alzare il ritmo, ma consideriamo anche che Liverani non ha praticamente mai modo di mettere in campo l'undici che vorrebbe, costretto a continui cambi da infortuni e quant'altro. 

Si è vista sicuramente una idea di manovra piuttosto chiara e definita ieri, con passaggi continui, in orizzontale e in verticale, due tocchi, chiesti anche alla difesa anche a costo di qualche errore di troppo, e la ricerca delle punte a terra. Uno zero a zero molto diverso da quello colto contro la Fiorentina insomma, anche se i motivi di soddisfazione si fermano all'aver mosso la classifica e ai progressi sulla manovra. Il credo di Liverani sembra aver penetrato i calciatori ducali, ora serve aumentare la qualità del palleggio e la velocità di realizzazioni, magari cercando le punte in modo che possano essere davvero pericolose (pochi o zero cross per un Cornelius comunque positivo).

Capitolo prossimo impegno: Milan-Parma. Torniamo a San Siro, per l'ultima volta della stagione e non c'è motivo di disperarsi secondo il mio punto di vista. A Milano il Parma fa spesso ottime partite, anche se sovente con l'Inter, mentre col Milan solitamente crolla o viene superato ingiustamente (anche se l'ultimo successo risale al marzo 2014, non certo un'era geologica): è altrettanto evidente che in questo momento nessuno vorrebbe affrontare la corazzata rossonera, che sta tenendo ritmi assolutamente insostenibili per ogni avversario in Italia, Juve e Inter comprese. Ma partire sconfitti sarebbe un errore e giova ricordare come dopo un'ora di gioco, nell'ultima gara giocata a San Siro, la squadra Liverani conduce (senza meritarlo) per due reti a zero. Considerando la crescita in termini di gioco e tenuta offensiva, sarebbe un delitto andare a Milano già sconfitti, magari con qualche recupero in più (scontato Gagliolo, vedremo Sohm e Kucka). Del resto credo che ogni parmigiano auguri all'amico Pioli di vincere lo Scudetto, lasciando però i sei punti al Parma: e mister Pioli stesso firmerebbe col sangue, di questo ne sono certo.