Grella alla GdS : "Via da Parma per colpa di certi personaggi"
Vincenzo Grella a Parma lo ricordano tutti. Nel suo periodo in Emilia ha giocato, sudato per la maglia e in campo ha sempre messo davanti il bene del gruppo. Un calciatore importante per i gialloblù e anche alla Gazzetta dello Sport lo ha sottolineato: "Sì, assolutamente. Pioli mi ha fatto pure capitano ed è stato un onore. Eravamo una squadra davvero forte contanti campioni. Uno su tutti? Morfeo. Faceva cose che ho visto fare solo a Totti e Zidane. Forse gli è mancata un po’ di continuità, aveva un piede che cantava".
Su Ranieri e l'addio al Parma: "Un signore. Era già un manager. Parlava poco, ma sapeva tutto di tutti: non si limitava ad allenare, andava oltre. Aveva un approccio internazionale, conoscerlo fu una scoperta molto bella. Con lui e Giuseppe Rossi ci salvammo, una cavalcata in credibile. Peccato, poi, per come è finita con certi personaggi... Non fu un problema di rinnovo, ma di parola data. Io avevo preso un accordo con la precedente società e mi erano state promesse determinate cose. Io sono rimasto, fidandomi. E venivo dal Mondiale in Germania, avevo richieste. Per me, però, una stretta di mano tra uomini vale come un contratto.Invece il club si rimangiò tutto. Voleva cambiare delle cose di forma e sostanza. E io andai via. Fu un peccato, ma sono personaggi che fanno male al calcio italiano. E la storia mi ha dato ragione col tempo". Ma allo stesso tempo giocava lo stesso: "Certo, perché sono uno che ha sempre messo davanti gli interessi della squadra. Ranieri mi disse: 'Vincenzo io so come stanno le cose, non è giusto quello che ti stanno facendo, però mi servi'. E io mi misi a disposizione. Conquistare la salvezza è stato un momento straordinario, secondo solo all’esordio in A".
L'interesse di Braida e del Milan: "Braida, ogni volta che lo vedo, mi ricorda che mi seguiva. Per me sarebbe stato un sogno, anche se volevo giocare e sono consapevole che in quel Milan non avrei avuto spazio. Stesso discorso vale per l’Inter: ero onorato che si interessassero a me, però uno deve avere l’onestà di riconoscere il proprio livello. E dopo il Mondiale, c’era un interesse anche da parte della Roma di Spalletti".
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