Parma, senti Garlando: "La mediana è il punto debole dell'Inter"

28.06.2020 17:40 di Sebastian Donzella   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Parma, senti Garlando: "La mediana è il punto debole dell'Inter"

Luigi Garlando, firma storica della Gazzetta dello Sport, sulla Rosea ha analizzato la mediana dell'Inter. E non con parole tenere: "Costruzione: Pirlo. Interdizione: Gattuso. Rifinitura: Totti. L’ultimo Mondiale, nel 2006, lo abbiamo vinto grazie alla difesa di ferro di Buffon e di Cannavaro, Pallone d’oro, ma anche (soprattutto) grazie a tre eccellenze assolute a centrocampo. Il Milan che l’anno dopo ha sollevato la Champions ad Atene era fondato su un quadrilatero olimpico: Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kakà. Così come l’Inter dell’ultima Champions italiana, quella del Triplete: Zanetti, Thiago Motta, Stankovic, Sneijder. Non si scappa: è in mezzo al campo che si vince e si fa la storia. Non è un caso che Mancini abbia rialzato la Nazionale puntando tutto sul centrocampo e su profili del genere: Barella, Tonali, Pellegrini, Castrovilli. 

Dovrebbero farlo anche Juve e Inter che hanno nel centrocampo il loro punto debole. L’arrivo di Eriksen ha convertito necessariamente il 3-5-2 in 3-4-1-2. Con Hakimi è in arrivo un esterno di pari prestigio e attitudine offensiva. Perciò deve cambiare la mediana. Serve molto meno Brozovic, che tiene troppo palla e che non ha mai completato la sua maturazione di leader. Meglio due interni da combattimento, come Barella e Tonali, di cui uno (Tonali) portato alla verticalizzazione lesta e al lancio lungo per gli esterni. Fatte le debite proporzioni, visto che arriva da Brescia, Tonali potrebbe costruire con Eriksen l’asse che il giovane Pirlo costruì con Baggio. Tonali può anche permettersi una prima stagione da apprendista, part-time. Se Marotta riesce a procurarsi nel ruolo una prima scelta a livello internazionale, magari non De Bruyne ma roba simile, molto meglio per Conte. Magari di buona fisicità di cui l’Inter in mezzo non abbonda. Un giovane Vieira di regia e copertura. E poi seconde linee più solide di Vecino e Gagliardini, mancate quest’anno. In ogni caso è da centrocampo che deve partire l’assalto di Juve e Inter all’Europa".