Nicolussi Caviglia: "Avrei voluto giocarmi diversamente l'anno a Parma. Tra poco tornerò in campo"

01.05.2021 10:01 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
Nicolussi Caviglia: "Avrei voluto giocarmi diversamente l'anno a Parma. Tra poco tornerò in campo"
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Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista in prestito dalla Juventus al Parma, ha vissuto una sfortunatissima stagione, con un serio infortunio al legamento crociato che gli ha compromesso la stagione e la sua avventura a Parma, con cui ha disputato solo due partite in Coppa Italia. Il centrocampista valdostano, in un'intervista concessa a Outpump.com, ha rivissuto il momento dell'infortunio, spendendo anche qualche parola sulla sua, breve, avventura in Emilia: "Eravamo su un campo di allenamento, ho allungato la gamba per stoppare la palla al volo, un movimento che ho fatto centinaia di volte, e quando sono atterrato ho sentito il ginocchio sinistro cedere. Sto bene, la riabilitazione e il recupero stanno procedendo bene, da qualche settimana ho iniziato a correre e siamo a buon punto. Tra una settimana tornerò a lavorare sul campo, e questa è una cosa che mi rende molto felice. Non si possono precorrere i tempi, ma la voglia di tornare in campo è tantissima, per rientrare nel calcio giocato pronto al meglio e meglio di prima". 

Sul suo inizio carriera:
"Le esperienze a Perugia e Parma sono due ‘prestiti di formazione’ e sono molto contento di aver fatto parte, nel mio piccolo, della storia di questi club. A Parma sono rimasto poco tempo, purtroppo, solo due mesi e senza ritiro preliminare. Avrei voluto giocarmela molto diversamente da come è andata! Ho potuto disputare solo le due gare di Coppa Italia. Quanto ai grandi maestri, ne ho avuti e sono loro grato. Ognuno di loro mi ha formato attraverso le proprie peculiarità. Ma nel mio cuore c’è un mister che ha un posto speciale, è l’allenatore con cui sono stato per anni nel settore giovanile della Juventus, ‘Ciccio’ Grabbi, una persona con cui ho condiviso momenti fondamentali della mia crescita". 

Nicolussi Caviglia fuori dal campo:
"Mi piace la poesia, che ti porti sempre dietro per tornarci, perché non finisce mai di parlarti. Per esempio amo rileggere Wisława Szymborska, per la sua ironia e la sua leggerezza. Ma leggo anche la narrativa. Ho appena iniziato ‘Cecità’ di José Saramago. Seguo la cronaca sportiva, perché mi piace essere aggiornato sugli sport. I voti assolutamente no, non li leggo: penso a giocare e se lo faccio male lo capisco già da solo. Da questo punto di vista, del calcio mi piace il calcio, quello vero che fai sul campo, e il suo valore fondante di condivisione che unisce atleti e appassionati".