PL - Bazzani: "Nicolussi è calciatore nella testa. Mezzala, trequartista, è molto duttile"

13.10.2020 10:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Bazzani: "Nicolussi è calciatore nella testa. Mezzala, trequartista, è molto duttile"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Uno degli ultimissimi colpi della campagna estiva del Parma è stato Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista italiano della Juventus, nella scorsa stagione in prestito al Perugia. Nicolussi, nazionale azzurro Under 20, che con i bianconeri ha già esordito in Serie A, è stato una delle note liete del Perugia dello scorso anno, retrocesso in Serie C al termine del layout perso ai rigori contro il Pescara. Il valdostano, che con la Juventus ha fatto tutta la trafila, scendendo in campo in A e in C con la selezione Under 23, è arrivato in Emilia in prestito con diritto di riscatto, ed è l’unico italiano acquistato dal ds Carli in questa sessione. Ma chi è Hans Nicolussi Caviglia? Lo abbiamo chiesto a Fabio Bazzani, vice di Serse Cosmi, che nella scorsa stagione lo ha allenato a Perugia.

“Hans è un giocatore giovane ma di grande prospettiva. - Inizia a raccontarci Bazzani - “E’ un grande professionista, un grande lavoratore, sia nell’approccio all’allenamento che alle partite, è un ragazzo che è calciatore nella testa. E’ un centrocampista di qualità, di grande forza e dinamismo, che gli permettono di interpretare sia il ruolo di interno di centrocampo che quello di trequartista. E’ giovane, ha tanti margini di crescita e sicuramente ha del potenziale da tirare fuori”.

Qual è il suo punto di forza? E quale quello in cui deve migliorare?
“Migliorare, come tutti i giovani, deve migliorare nella lettura della partita e nella sua gestione, ma quello credo che sarà una crescita che avverrà nel momento in cui giocherà e farà esperienza. Deve crescere nella lettura della partita e nella sua gestione, perché è un giocatore che si spende tanto, corre tantissimo e a volte dovrebbe riuscire più a leggere certe situazioni. Dalla sua ha che ha un’età per poter colmare queste caratteristiche. Dall’altra parte invece credo che la sua qualità migliore sia che ha una personalità già spiccata, qualità nel piede e una forza incredibile nella percussione palla al piede e senza palla. Queste sono sicuramente le sue doti, ha un calcio importante e questo fa sì che possa interpretare più ruoli del centrocampo, sia interno che sulla trequarti, poi vedremo come lo utilizzerà Liverani”.

Lei crede che possa essere giù un protagonista in Serie A?
“La Serie A è un altro mondo. Questo ragazzo ha fatto bene in B, ha giocato con continuità ma la A è un’altra cosa e gli va dato il tempo di inserirsi gradualmente. Non perché gli manchi personalità o la stoffa, ma è pur sempre un giovane che viene in un campionato diverso e a cui va dato il tempo di crescere ma penso che ci si possa già contare. Chiaro che non gli si possa già chiedere di essere protagonista in una rosa di Serie A, ma è abbastanza normale, ha le qualità per poter diventare un giocatore importante”.

Ha un aneddoto a riguardo?
“Mi ha colpito perché io a Perugia vivevo in hotel, e nel post lockdown anche lui è venuto a vivere in quell’hotel in cui stavo. Quello che faceva vedere in campo lo vedevo tutti i giorni in hotel, ho percepito il grande professionista che è fuori dal campo e ne ho avuto conferma per come si alimenta, per gli orari e per come intraprende la professione al di fuori del campo. Questo, per un ragazzo così giovane, non è così scontato. Quando ho detto che Vicario e Nicolussi Caviglia a Perugia erano i giovani che nella testa erano già pronti era per queste cose qua. A volte non basta quello che fai vedere in campo e negli allenamenti, devi vedere fuori come ti approcci al lavoro e vivendoci a stretto contatto in questo periodo ho capito che persona è e come si approccia alla professione”.

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