Tic Tac, la ripresa è dietro l’angolo. Occhio ai cali di tensione, sarà una competizione tutta nuova. E gli inciampi saranno frequenti

30.05.2020 20:28 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Tic Tac, la ripresa è dietro l’angolo. Occhio ai cali di tensione, sarà una competizione tutta nuova. E gli inciampi saranno frequenti

Sono passati ottantatré giorni da quell’otto marzo, l’ultima partita che abbiamo visto del Parma. Erano circa le 15.40 quando l’arbitro Pairetto, autore di una pessima gara, fischiava tre volte e consegnava agli uomini di Gigi Di Biagio i tre punti, frutto di un rigore inesistente trasformato da Petagna. La SPAL si confermava la bestia nera dei crociati, che reclamavano per molte occasioni sciupate ma che soprattutto si interrogavano su quanto accaduto a pochi secondi dal fischio d’inizio, con la gara rimandata di più di un’ora, chissà per cosa. Quel giorno eravamo tutti certi che tutto sarebbe finito lì: troppa impreparazione, troppi i contagi. Il calcio poteva e doveva aspettare.

Ma oggi tante cose sono cambiate. Fortunatamente la curva dei contagi è in netta discesa, le restrizioni esistono ancora ma sono più leggere, lentamente stiamo riassaporando una normalità che dovrà ancora attendere, ma alla quale stiamo provando ad avvicinarci. E con la normalità sempre più vicina si è deciso di ripartire anche con la cosa più importante delle cose meno importanti: il calcio. Si è deciso che dal 13 giugno il calcio in Italia ripartirà, e il 20 (o il 21) toccherà al Parma scendere in campo, contro il Toro nel recupero di quella prima gara rinviata ad inizio emergenza coronavirus. E a questo punto si aprono tanti scenari, e si apre soprattutto l’incognita di un campionato anormale, nuovo, indecifrabile e che si porterà dietro tanti tanti rischi.

Il Parma stava disputando una stagione pressoché perfetta: ottime prestazioni, ottima posizione in classifica, ottimo cammino in Coppa Italia e buoni margini di crescita. La squadra di Mister D’Aversa ha sempre galleggiato intorno alla zona Europa League, ben lontana dalle zone calde della classifica, distante (ad oggi) dieci punti (che potenzialmente sono 13). Tanti, sicuramente. Tanti per la Serie A pre-covid. Ma il nuovo campionato non è pronosticabile, tredici gare senza pubblico, con l’incognita motivazione, condizione, timore, tensione. E allora attenzione perché gli inciampi saranno frequenti, per le grandi e per le piccole, la possibilità filotto (positivo o negativo che sia) non è così difficile da pronosticare e in cinquanta giorni giocare tredici partite non sarà certamente facile.