La rivoluzione marescana ha avuto inizio: tra compiti diversi e volti nuovi, come cambia il nuovo Parma dal punto di vista tattico. In attesa che il mercato completi la rosa

05.08.2021 20:24 di Rocco Azzali   vedi letture
La rivoluzione marescana ha avuto inizio: tra compiti diversi e volti nuovi, come cambia il nuovo Parma dal punto di vista tattico. In attesa che il mercato completi la rosa

L’amichevole contro il Sassuolo ci ha fornito ulteriori indicazioni riguardo quella che sarà la fisionomia della squadra, che sta apprendendo i nuovi dettami tattici imposti da Enzo Maresca. Il 4-2-3-1 di partenza, pronto a mutare in 3-3-3-1 quando c’è da impostare la manovra, visto in questa prima parte di pre-campionato è già stato analizzato più volte, almeno dal punto di vista teorico, dal momento che gli uomini utilizzati in questi primi scampoli saranno solo in parte quelli che vedremo all'opera nel corso della stagione. Un po’ per lo stato di forma dei diretti interessati, un po’ per via del mercato ancora in corso, al di là di un’idea dell’identità che vedremo mettere in campo dai ragazzi di Maresca, non possiamo già decretare una precisa disamina di quelli che potranno essere i punti di forza del nuovo Parma, se non per le qualità dei singoli. Ma essendo il calcio uno sport di squadra servirà trovare sin da subito l’armonia tale da consentire al gruppo di esprimere al meglio le idee del tecnico, cresciuto sotto l’influenza di Pep Guardiola, esigente di giocatori pronti a recepire e mettere in pratica geometrie e schemi ben precisi. Al netto quindi di quelli che potranno essere i rinforzi che da qui al termine del calciomercato arriveranno per completare l’organico del Parma, così come le eventuali - se non necessarie – altre cessioni degli esuberi in rosa, possiamo ipotizzare i compiti che la truppa agli ordini di Maresca sarà chiamata a svolgere nel corso della stagione.

Parlare di Buffon mi sembra superfluo, per cui, partendo dalla difesa, le due colonne portanti del reparto arretrato sono Yordan Osorio e Lautaro Valenti, che dovranno essere un po’ i nostri Chiellini e Bonucci: il primo, viste anche le doti fisiche, dovrà senz’altro cimentarsi nel lavoro sporco, mentre l’argentino sarà chiamato a impostare la manovra da dietro. Sugli esterni bassi si sviluppa gran parte dell’idea tattica marescana: il terzino – quello destro ad oggi, ruolo ricoperto da Simon Sohm – sarà la variabile che dovrebbe mandare in confusione gli avversari, alzandosi al livello dei centrocampisti in fase di possesso e consentendo alla squadra di disporsi in maniera tale da offendere al meglio. L’intenzione sarà poi quella di alternare l'avanzamento di entrambi i quarti di difesa nel corso della gara, per cui sarà necessario mettere a disposizione del tecnico materiale umano in grado di dare garanzie nei compiti difensivi tanto quanto elargire fosforo nei momenti dove c’è da attaccare. In mezzo al campo non vedremo più due mezze ali pronte a sganciarsi per dare man forte al reparto d’attacco, come nelle precedenti stagioni potevano essere i vari Kucka, Hernani e Kurtic: i tre alfieri che nello scorso campionato hanno fornito il maggior numero di reti e presenze non seguiranno la squadra in serie B ed i due mediani che vedremo nella nuova disposizione dovranno dare equilibrio ed essere dotati di un gran senso della posizione, rapidi a recuperare il maggior numero di palloni possibile anzichè spingersi per creare superiorità come i sopra citati ci avevano abituati in passato. In avanti le incognite maggiori: dietro la punta – che poi anche qui capiremo se si tratterà di un vero e proprio centravanti tipo Cornelius, un attaccante di manovra come Inglese, un 9 1/2 con caratteristiche atipiche come Tutino o di un falso nove, Vazquez e Brunetta i principali indiziati – svarieranno due ali ed una regista offensivo. Sugli esterni i tifosi si aspettano di poter vedere i due rumeni, sperando che Mihaila recuperi in fretta una condizione ottimale e che Man riesca a comprendere al meglio le richieste del mister in entrambe le fasi di gioco.

Senza ombra di dubbio servirà tempo prima di vedere il vero nuovo Parma all’opera: fiducia e sostegno da parte di società e pubblico saranno condizioni essenziali per consentire a questa squadra di esprimere al meglio quello che ha tutta l’aria di essere un calcio bello da vedere – ed anche pragmatico, mi auguro.