La Top 10 delle cessioni del Parma: settimo posto, Adriano all’Inter per 23.5 milioni

19.04.2020 13:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Alberto Fornasari
La Top 10 delle cessioni del Parma: settimo posto, Adriano all’Inter per 23.5 milioni

Quando nella concitata estate 2002 il Parma spese 15 milioni per la comproprietà di Adriano sapeva che era solo questione di tempo prima che i nerazzurri riacquistassero la metà del cartellino del brasiliano per riportarlo a Milano. Adriano era arrivato a Parma nell’estate del 2002, l’estate dei tanti incroci fra nerazzurri e crociati, che videro Gresko e il brasiliano arrivare in Emilia, con Almeyda e Cannavaro fare percorso inverso. A Parma Adriano esplode definitivamente, formando con Mutu una delle coppie più interessanti del panorama europeo, tant’è che il rumeno verrà venduto a fine della prima stagione al Chelsea. Nel suo secondo anno a Parma Adriano prosegue con numeri pazzeschi, tanto da convincere l’Inter, a metà stagione, a ricomprare la metà del suo cartellino. Ma questa volta alle condizioni dei crociati.

“Niente più cambi, solo flussi finanziari dal mercato”. Dopo tanti anni torna questo il diktat del Parma, pronunciato dal direttore generale Patrick Nebiolo. I mercati passati del Parma erano stati caratterizzati da tanti scambi, che non avevano fatto poi così bene al bilancio. L’Inter avrebbe ricomprato Adriano, questo lo sapevano tutti, Tanzi in primis, ma questa volta sarebbe stato il Parma a dettare il modus operandi della trattativa. I contatti iniziano già ad inizio dicembre, con Moratti che inizia il suo dialogo con Tanzi. Il Patron Parmalat dà il suo benestare, ma per la metà del brasiliano chiede ben 30 milioni di euro, raddoppiando di fatto la sua spesa iniziale. C’è però un nemico che lotta contro Tanzi: la crisi. Proprio in quei mesi infatti, il Parma stava attuando un processo di ridimensionamento. Taglio agli ingaggi e cessioni importanti in preventivo, nonostante il CDA avesse confermato l’impegno dei Tanzi in società, che però sembravano ogni giorno sempre più lontani. A metà dicembre però, l’Inter sembra fare un passo indietro, e lo fa attraverso le parole del suo tecnico, Alberto Zaccheroni: “In avanti siamo a posto così. Mi soddisfano totalmente gli uomini che ho a disposizione, senza ombra di dubbio. Potete esserne certi: l' Inter non ha bisogno di prendere un attaccante”. Parole di circostanza, ma che bastano per il momento a frenare le voci e a rimandare tutti i discorsi all'estate seguente. Di questo parere è anche Massimo Moratti, che intercettato all'uscita dei suoi studi a Milano torna a parlare del brasiliano: “Quella di Adriano è una questione molto delicata. Da tifoso mi fa piacere la disponibilità del giocatore, ma anche in questo caso siamo troppo in anticipo per parlare di cose definitive: è tutto uguale a ieri”. Mentre però Moratti pronunciava queste parole, in altri uffici milanesi Lele Oriali e Marco Branca ricevono una delegazione crociata formata da Arrigo Sacchi e Patrick Nebiolo: è fine dicembre e l’accordo per Adriano si trova quel pomeriggio. Al Parma circa 24 milioni, confermati da una telefonata in tarda serata tra Moratti e Sacchi. L’accordo iniziale permetterebbe al Parma di trattenere Adriano fino a giugno, per poi liberarlo verso Milano. Ma quelli sono giorni complessi, la crisi si radica sempre più fortemente, e in società appare il commissario straordinario Enrico Bondi.

Il Parma è di fatto in mano a lui, e per permettere ai crociati di terminare il campionato, ad inizio gennaio approva tre cessioni, tra cui quella di Adriano. Per far arrivare subito a Milano il brasiliano però, il Parma vuole una contropartita, per poter sostituire il suo forte attaccante. Chiede Cruz, chiede anche Van Der Meyde, ma Moratti prende tempo. Offre Kallon e Karagounis, ma il Parma storce il naso. Dopo giorni di stallo arriva la fumata bianca: la contropartita sarà Ianis Zicu, giovane macedone comprato dai nerazzurri e girato ai gialloblù.