PL - Marelli: "Su Cornelius era rigore, difficile comprendere perché non si sia andati al VAR"

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10.02.2020 19:23 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Marelli: "Su Cornelius era rigore, difficile comprendere perché non si sia andati al VAR"

Parma-Lazio ha lasciato strascichi importanti, specialmente per gli episodi arbitrali che hanno fatto tanto discutere il Parma e tutti i tifosi nelle ultime ventiquattro ore. Per riuscire a fare più chiarezza circa questi episodi, la redazione di ParmaLive.com ha intervistato l'ex arbitro di Serie A Luca Marelli, che ha commentato la prestazione dell'arbitro Di Bello.

L’episodio centrale è quello di Cornelius, era rigore?
"Direi che è molto difficile non vedere un chiaro calcio di rigore a favore del Parma. Sicuramente Cornelius, ad inizio azione, entra in contrasto con Acerbi ma è una dinamica normale in area di rigore: dobbiamo sempre ricordarci che il calcio è uno sport di contatto e non sempre ci sono elementi sufficienti per un decisione tecnica. Nel caso specifico entrambi i calciatori si sono aiutati in partenza con le braccia ma nulla di rilevante ai fini decisionali. Poi Acerbi, in chiaro ritardo su Cornelius, si è praticamente agganciato alla maglietta dell’avversario trascinandolo a terra. In tutta franchezza mi aspettavo una on field review".

Come mai non è stata fatta?
"Difficile comprendere cosa possa essere accaduto. Invidio chi ha certezze in merito, da parte mia posso solo ipotizzare. Credo che il VAR, una volta rivisto l’episodio al monitor, abbia avuto la netta sensazione del calcio di rigore (sarebbe difficile il contrario, onestamente) ma il suo intervento sia stato reso impossibile dal fischio di Di Bello che ha giudicato irregolare la “spinta” di Cornelius su Acerbi ad inizio azione. Secondo me questo episodio è “figlio” di Napoli-Atalanta: ricorderete che, nei giorni successivi ed all’incontro tra arbitri e dirigenti, Rizzoli disse che l’errore di Giacomelli fu quello di non fischiare nulla. Ecco, probabilmente ieri Di Bello ha fischiato per non lasciare la sensazione di non aver voluto decidere. A me questa linea non piace per niente: fischiare qualcosa per non dar la sensazione di non aver giudicato assomiglia molto al fischiare a caso, qualcosa di simile al “fallo di confusione”. Per quanto concerne la precedente protesta del Parma per il contatto tra Bruno Alves e Marusic, invece, concordo con la scelta dell’arbitro: vedendo tutta l’azione si nota che entrambi i calciatori si aiutano con le mani, condivisibile lasciar proseguire il gioco".

L'ha sorpresa cioè che è accaduto nel post partita?
"Il Parma è senza alcun dubbio la squadra più corretta del campionato e non da quest’anno: merito del lavoro eccezionale di Pinzani e Pietropaolo ma anche dei calciatori che hanno compreso che la protesta non porta mai risultati a favore ma solo un clima di contrapposizione con gli arbitri.
Però, se dicessi che sono stato sorpreso dalla reazione del Parma, direi una falsità: un episodio accaduto al 93esimo non si smaltisce in pochi minuti ed era abbastanza scontato che qualcosa D’Aversa avrebbe detto. Peraltro non ha alzato eccessivamente i toni anche se forse, sul momento, non ha ben compreso il fatto che il ricorso al VAR risultava impossibile per quanto detto prima. Diciamo che abbiamo sentito ben di peggio, tutto sommato ci sta una protesta contenuta come quella di D’Aversa in due anni".

Più in generale, l’ha convinta la prestazione di Di Bello?
"Guardi, sinceramente Di Bello non mi era per nulla dispiaciuto ieri pomeriggio. Ovvio che rimanga negli occhi quanto avvenuto proprio in coda alla partita ma nel complesso non riesco a definire negativa la gara di Di Bello. Purtroppo l’ultima azione pesa enormemente ed in Serie A, come sappiamo, gli episodi hanno una rilevanza fondamentale".

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