PL - Di Chiara: “Parma squadra pratica, non ha nulla da perdere con la Juve”

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18.01.2020 10:30 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Di Chiara: “Parma squadra pratica, non ha nulla da perdere con la Juve”

Alla vigilia di Juventus-Parma, gara sentitissima per i tifosi crociati, la redazione di ParmaLive.com ha intervistato un ex calciatore del Parma che di Juventus-Parma e Parma-Juventus ne ha giocati a bizzeffe: Alberto Di Chiara. Queste le sue parole: “Il Parma è in un momento più che positivo. Al di là della sconfitta con la Roma, che ci può stare, il Parma è settimo in classifica, un risultato inaspettato. E’ importante che mantenga questo status, che non succeda quanto accaduto l’anno scorso. Il Parma è settimo in classifica, sta giocando un buon calcio, ha un gruppo con un anno in più di esperienza, l’allenatore li conosce sotto per tutti i dettagli e quindi credo che ci siano buone prospettive per mantenere una buona quota per quanto riguarda la classifica finale”.

Domenica ci sarà Juventus-Parma:
“E’ una partita sulla carta non dico proibitiva perché nel calcio non c’è nulla di proibitivo, ma sicuramente è una gara che pende dalle parti dei bianconeri, che devono mantenere le distanze dall’Inter. Sono campioni d’inverno, hanno una rosa superiore a tutte le avversarie, Inter compresa. Il Parma potrà andare a Torino forte di una classifica tranquilla e soprattutto con la consapevolezza che sta facendo un buon campionato. Ha poco da perdere sotto certi versi, psicologicamente la può affrontare in maniera più tranquilla”.

Lunedì era allo stadio per Parma-Lecce, con questa vittoria crede che la salvezza ormai sia in ghiaccio?
“Ci sono quattordici punti di distacco, servirebbe un suicidio, dovrebbe perderne davvero tante e avere un tracollo nel girone di ritorno per rientrare in questa corsa ma non credo possa succedere. Ha messo talmente tanto fieno in cascina… Con il Lecce poteva essere uno scontro diretto anche se in realtà non lo era, viste le classifiche delle due squadre. Sulla carta il Parma ha allontanato eventuali rivali per la lotta alla salvezza quindi è stata una partita importante. Non è stata esaltante a livello di gioco ma il Parma è stato molto pratico, era fondamentale vincere per togliere qualsiasi dubbio”.

La sconfitta con la Roma può lasciare qualche strascico?
“Non credo. Il Parma, così come le avversarie, deve giocare partita per partita, ogni gara è un capitolo a sé. Non bisogna adagiarsi su determinati discorsi perché si rischia di cadere in una voragine, il campionato non offre altissima qualità e può permettere al Parma di viaggiare in maniera più tranquilla perché pur non giocando in maniera esaltante in questi ultimi tempi è riuscito a racimolare un buon bottino”.

Siamo in periodo di calciomercato, dopo Kurtic crede servano altri rinforzi?
“Credo che il Parma sia abbastanza equilibrato, penso non abbia bisogno di rinforzi e possa stare tranquillo. Ha preso Kurtic, un rinforzo in più, ma deve mantenere sempre equilibrio perché la forza del Parma non sta tanto nelle individualità ma nel suo gruppo, una squadra compatta che non rischia tanto e ha costruito su questo la sua classifica e deve continuare su questa strada”.

Uno degli uomini mercato è stato Kulusevski: domenica giocherà contro il suo futuro, sentirà tanta pressione?
“Un po’ di condizionamento potrebbe esserci, ma fino a un certo punto. Potrebbe esserci anche in senso positivo, affrontando la sua futura squadra, anche se poi la Juventus fa investimenti molto particolari e al momento non credo troverebbe un posto da titolare nonostante il buon campionato. Per Kulusevski è già importante poter ambire alla Juventus e già far parte di quella rosa potrà servirgli per imparare e migliorarsi ulteriormente. Potrebbe cercare di dimostrare che la spesa fatta dalla Juve sia giusta quindi per certi versi potrebbe essere uno stimolo in più”.

Lei ha giocato tante volte contro la Juventus, anche delle finali: cosa ricorda con più affetto?
“Ne abbiamo giocati talmente tanti che non saprei dirti. L’anno del ’94 ne abbiamo giocati addirittura sette perché avevamo vinto la Coppa Uefa ed è un ricordo indimenticabile, davanti a novantamila persone. Quell’anno ci siamo incontrati in Supercoppa, in finale di Coppa Italia, appunto in Coppa Uefa; ci siamo giocati il campionato fino all’ultimo ed è stato un anno particolare. Un altro ricordo è la prima coppa vinta, proprio con la Juventus, la Coppa Italia del ’92, una grandissima soddisfazione”.

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