La versione di Da Cruz: "Ho reagito ad insulti razzisti. Futuro? Parlerò con i miei agenti"

19.01.2020 11:55 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La versione di Da Cruz: "Ho reagito ad insulti razzisti. Futuro? Parlerò con i miei agenti"

Alessio Da Cruz, attaccante del Parma in prestito all'Ascoli, nelle ultime ore è nell'occhio del ciclone dopo un forte diverbio con i tifosi, con il club marchigiano che ora vuole scaricare l'olandese. Nella serata di ieri, sono arrivate delle dichiarazioni da parte dell'attaccante, che ha dato la sua versione dei fatti: "Ho sbagliato a entrare in tackle, ero in ritardo per prendere la palla, ma non è stata affatto mia intenzione toccare il giocatore del Trapani in occasione dell'espulsione. Nel primo tempo il mio compagno di squadra Gerbo ha discusso con l'arbitro Camplone del suo cartellino giallo: ho cercato di tenere Gerbo lontano da lui, ma poi l'arbitro è venuto da me e mi ha detto già allora che mi avrebbe espulso. Non stavo facendo nulla di male in quel momento, perché parlare così? Perché io sono Alessio da Cruz? Ho sbagliato in passato con il mio comportamento in campo, ma è questo un motivo per minacciarmi e trattarmi in modo diverso dagli altri giocatori in campo? No. Ho bisogno di essere trattato come chiunque altro in campo. Quando ho ricevuto il rosso comunque ero calmo, l'ho accettato. Alcuni tifosi dell'Ascoli però hanno iniziato a insultare me e la mia famiglia anche con insulti razzisti. Ho perso il controllo, quelle parole mi hanno mandato fuori di testa. Quando io o i miei compagni di squadra riceviamo un cartellino rosso, devono comunque supportarci, qualunque cosa accada. È sbagliato voltare le spalle ai tuoi giocatori. Ma mi scuso ancora con quella parte di tifosi che non aveva niente contro di me. La partita mi ha frustrato perché abbiamo giocato male, stavamo perdendo e non siamo riusciti a segnare in superiorità numerica". E ancora Da Cruz ha continuato a proposito del suo futuro: "Voglio chiarire inoltre che non ho mai insultato il nostro presidente, è una persona che rispetto profondamente, investe molto per far crescere l'Ascoli e portarlo in Serie A. Come posso insultare qualcuno che paga il mio stipendio? Mentre Zanetti è uno dei migliori allenatori che ho avuto in carriera e fa tutto il possibile per vincere, segue sempre noi giocatori e insieme siamo una squadra. Sarò sempre con mister Zanetti. Non avevo alcuna intenzione di lasciare Ascoli, ma ho letto che il club non mi vuole più. Parlerò con i miei agenti per vedere come continuare".