Faggiano: "Siamo uniti, vogliamo provarci fino alla fine. Futuro? Ho un contratto fino al 2019"

07.05.2018 22:02 di Vito Aulenti Twitter:    Vedi letture
Faggiano: "Siamo uniti, vogliamo provarci fino alla fine. Futuro? Ho un contratto fino al 2019"
© foto di ParmaLive.com

Intervenuto nel corso di "Bar Sport", trasmissione in onda su Tv Parma, il direttore sportivo crociato Daniele Faggiano è tornato sul rocambolesco ko patito ieri dal Parma: "I cinque minuti finali hanno cambiato la gara. La stavamo dominando, non c'erano sentori sul loro ritorno. Però il calcio è questo, ci prendiamo le nostre responsabilità. I tifosi sono delusi, è vero, ma siamo noi i primi a perderci dopo questa sconfitta. In ogni caso ora pensiamo al Bari: niente rimarrà intentato, ce la metteremo tutta sino alla fine. Siamo rammaricati per la gente che è venuta a sostenerci, sembrava giocassimo in casa. La squadra? L'ho vista stanca, ma carica allo stesso tempo".

Come sta vivendo questo momento la squadra?
"Dobbiamo cercare innanzitutto di ripartire. Posso assicurare a tutti che abbiamo una squadra di uomini: abbiamo già avuto dei momenti poco felici, ma ci siamo sempre rialzati. Ci siamo guardati in faccia, vogliamo rifarci. Rispetto alle altre, avevamo le partite più difficili, anche lo Spezia è un'incognita: non so in quanti vorrebbero perdere l'ultima di campionato in casa... La proprietà ci è sempre stata vicina, pure oggi: ho sentito anche Cordon. Siamo tutti uniti e carichi. Ora abbiamo bisogno davvero di tutti, io e la società siamo orgogliosi di questo cammino".

Ci sarà anche il tuo nome nel prossimo comunicato del Giudice Sportivo?
"Ormai sono abituato, cambia poco. A Parma siamo troppo buoni forse, però, se vedo che la mia squadra viene surclassata dall'altra panchina, intervengo. Chi non doveva stare in campo, era lì ad aizzare l'arbitro e il quarto uomo. Io non ho minacciato nessuno, ho solo detto loro di restare in panchina. Ieri Antonioli non so da dove sia uscito: io parlavo con Cacia ed Esposito, che sono miei amici. Lui invece dice che l'ho minacciato. Dopo la partita deve finire tutto: certe persone non possono mandare a quel paese la mia società".

Ti riferisci al battibecco Castori-Cattoli?
"Ieri c'è stato un botta e risposta. E' arrivato un messaggio al procuratore di Gagliolo, Ceravolo e Scozzarella. Lui ha questo vizio, come tutti gli altri agenti, di postare i gol sui social. E forse ciò a qualcuno ha dato fastidio, nonostante abbia vinto. Però lasciamo perdere... Poi c'è chi ha fatto delle dichiarazioni, sottolineando che ha vinto contro Frosinone e Parma (si riferisce a Foschi, ndr). Adesso voglio vedere col Palermo...".

Secondo te il Parma ha le capacità per vincere i playoff?
"I tifosi devono continuare a darci una mano, ieri ci hanno fatto un applauso strozzato ma sincero. Dobbiamo aiutarci a vicenda, non dobbiamo arrivare scarichi ai playoff. Tra l'altro la B è più avvincente e imprevedibile del solito, è un torneo strano: può ancora succedere di tutto. Non ci aspettavamo questi nostri blackout, però li hanno avuti anche gli altri. I tifosi sono delusi sui social? Sì, ma non so se sono quelli che vengono allo stadio".

Come giudichi il comportamento di Foschi?
"E' una cosa sistematica, l'ho detto anche a Lugaresi. In Lega mi lamenterò. Io ieri non dovevo stare in campo, però non me la sono sentita di essere sbeffeggiato da alcuni. Mi faccio sentire, quando e se serve".

Non pensi che 12 ko siano troppi per una squadra che ambisce alla A?
"Intanto siamo lì... E poi per sei mesi abbiamo giocato senza Ceravolo, e in molte gare ci è mancato Calaiò: fatemi giocare con tutti e vediamo..".

Ciciretti non sta facendo la differenza.
"Nelle ultime due partite è stato applaudito. Probabilmente ci può dare qualcosa in più, ma i discorsi si fanno a fine campionato. Lui può essere un valore aggiunto anche nell'ultima partita. Io sapevo che non stava bene, lo sapevo: dobbiamo aspettarlo. Ora sta crescendo, non si sa mai: facciamolo crescere...".

Ci sono stati troppi punti persi per strada.
"Io sono rammaricato soprattutto per il ko in casa col Brescia, per il pari con la Salernitana e per la sconfitta di Cremona. Però anche all'andata abbiamo perso tanti punti che non ci stavano".

Alcuni tifosi si lamentano del fatto che sono arrivati giocatori 'rotti'.
"Io il conto ce l'ho a Parma, potete controllarlo: i soldi non mi arrivano (ride, ndr). Per Ceravolo sono io il primo a essere rammaricato: si è aggravata la sua situazione, inizialmente si pensava a 10 giorni di stop. Di certo, se avessi avuto Ceravolo dall'inizio, ora saremmo qui a parlare di altro: ne sono convinto".

Non ci volevano le sconfitte di Vercelli e Cesena.
"Sì, però se avessimo vinto quelle e non le gare con Palermo e Frosinone, saremmo sempre a due punti dal secondo posto... Evidentemente doveva andare così".

Visti gli investimenti effettuati, il quarto posto è una delusione o rientra nei piani della società?
"Il nostro programma era quello di fare bene. Non abbiamo fatto la squadra per salvarci, sarei falso se dicessi il contrario. Se avessimo vinto a Cesena staremmo parlando di altro".

Come giudichi i cambi di ieri di D'Aversa?
"Il mister i cambi li fa e li pondera. E' ovvio che col senno di poi lui, ciascuno di noi farebbe altro. Però secondo me ha fatto cambi giusti".

C'è qualche tifoso che dice che Palermo e Frosinone hanno fatto più di noi.
"Sì, però noi non siamo da meno. Possiamo solo che migliorare. Il campionato ci sta dando soddisfazioni ed esperienza, ma ci sono ancora due partite, io me la gioco sempre... Dobbiamo crederci fino alla fine, con positività. Quando dico che sono orgoglioso dei ragazzi, è perché lo penso davvero".

Qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato a Parma?
"Questo è un lavoro con alti e bassi. A Parma sono stato benissimo e sto benissimo. Lotto e combatto, anche contro le critiche: sono quelle che mi aiutano a migliorare e a fare un esame di coscienza quando necessario".

Non c'è due senza tre: il prossimo anno rimani a Parma?
"Io sto benissimo, ho rinnovato fino al 2019. Non faccio contratti lunghi, non voglio speculare su persone che stimo e rispetto: se le cose non vanno bene, non voglio che continuino a pagarmi, non sarebbe giusto nei confronti della città e di chi mi ha preso. Loro mi avevano proposto più anni".

Un tifoso chiede perché vi affidate sempre alle ripartenze e non impostate il gioco.
"Forse ha visto giocare il Cesena (ride, ndr). Siamo una delle poche squadre che parte da dietro e cerca di giocare. Non è una nostra abitudine quella di buttare in avanti il pallone".