Tra i sogni di un bambino e le responsabilità di un capitano: Delprato torna a Bergamo
La partita di domenica per Enrico Delprato non sarà come le altre. Non potrà mai esserlo, nemmeno in futuro, ogni volta che il capitano incrocerà l'Atalanta. Bergamasco doc, cresciuto da capitano nel settore giovanile nerazzurro, il filo che collega Enrico a Bergamo è indissolubile. Un legame fortissimo, costruito sui ricordi, sulla famiglia e tutti gli affetti, connessi alla città che lo ha cresciuto e accompagnato fino a prendere il volo e imporsi nel calcio professionistico. Delprato tornerà casa e lo farà indossando una maglia che ormai si sente cucita addosso. Alla sua terza stagione da capitano, la quinta in Emilia, si può dire che Enrico sia a tutti gli effetti un cittadino adottivo di Parma.
Un leader capace di riportare il Parma in Serie A e poi di festeggiare una salvezza proprio al Gewiss Stadium, che Enrico ha però conosciuto prima da bambino come Atleti Azzurri d'Italia. Sarà sicuramente un tuffo al cuore tornare nello stadio nel quale da bambino ha costruito i propri sogni, quando a Zingonia osservava la prima squadra immaginando un giorno di poter vestire la maglia nerazzurra davanti al popolo bergamasco. Enrico ora torna a Bergamo ma lo fa con una consapevolezza diversa: quella di essere avversario per un giorno, perché c'è un altro popolo da difendere. Con lo stesso spirito, ma lottando per la gente di Parma, che vede nel suo capitano il vero punto di riferimento di queste ultime stagioni. C'è bisogno di un'altra salvezza e Delprato combatterà anche per ricambiare il sostegno di chi lo ha adottato in questi ultimi anni e accompagnato in Serie A. Quando hai questa consapevolezza, sei pronto anche a sfidare il tuo passato.
Esattamente come un anno fa, quando proprio a Bergamo guidò il gruppo verso la salvezza all'ultima giornata, scrivendo un nuovo capitolo della sua storia. Nello stadio dove sognava di scriverla, ma con indosso una maglia diversa. Anche domenica si scontrano la storia dell'Enrico bambino e la storia dell'Enrico adulto. Entrambi accomunati da una leadership innata, senza tanti proclami ma concreta, costruita con i gesti. Il "metodo Delprato" prevede di imporsi con l'esempio e con quelle parole dette al momento giusto, lontano dai riflettori. In un mondo fatto di super star, Enrico si pone con semplicità. Senza clamore, ma come una guida silenziosa, capace di tirare fuori il meglio di sé nei momenti in cui serve gente di carattere, di personalità. Anche quando magari, come domenica, per ragioni di cuore, sarà un po' più difficile.


