Maresca-Iachini come Liverani-D'Aversa: analogie e differenze tra i due cambi di allenatore

24.11.2021 20:25 di Giuseppe Emanuele Frisone   vedi letture
Maresca-Iachini come Liverani-D'Aversa: analogie e differenze tra i due cambi di allenatore
© foto di ParmaCalcio1913

Il Parma riparte da Beppe Iachini, sconfessando di fatto il progetto iniziato la scorsa estate, quando, con la nomina di Enzo Maresca, si erano fatti proclami di un certo tipo. Calcio offensivo, idee irrinunciabili, scuola Guardiola-Bielsa: concetti per la verità affascinanti anche per il fatto che non è così semplice introdurre una mentalità simile nel calcio italiano. I fatti, però, hanno dimostrato come non fosse questo il momento adatto per una svolta del genere in casa Parma: un po' per la poca esperienza di Maresca alla guida di una prima squadra, un po' perché la situazione imponeva immediatamente la logica del risultato ai crociati, si è rivelato più difficile del previsto investire sul tipo di calcio che l'ex tecnico del City Under 23 avrebbe voluto portare. Anche perché, diciamocelo, questo calcio offensivo e spettacolare non si è praticamente mai visto.

In ogni caso, questo avvicendamento in panchina mostra analogie non da poco con il primo esonero dell'era Krause, quando il patron americano diede il benservito a Fabio Liverani, sostituito con il ritorno in pompa magna di Roberto D'Aversa. A ben guardare, la situazione poteva apparire simile. Così come Maresca, Liverani era stato frutto di una scelta precisa, con la volontà di mettere da parte un'idea di calcio basata su un gioco conservativo e speculativo, ripartendo da un approccio molto più offensivo. Inoltre, proprio come Maresca, Liverani era sì partito con queste intenzioni, ma non ottenendo i risultati sperati fu costretto a trovare un riparo in corsa: entrambi, nei rispettivi brevi mandati, a un certo punto hanno deciso di passare alla difesa a tre. Lo stesso Liverani, pur con la nomea di profeta del calcio offensivo, si ritrovò a praticare un'idea di calcio molto più vicina a quella invece proposta precedentemente da D'Aversa. Un terzo aspetto che accomuna i due cambi in panchina riguarda le tempistiche: nella scorsa stagione, la proprietà indugiò parecchio prima di arrivare all'avvicendamento. La brutta sconfitta con la Juventus (0-4) non scalfì la posizione di Liverani in panchina, così come neanche l'inopinata sconfitta con il Crotone. Bisognerà aspettare le sconfitte con Torino ed Atalanta prima di procedere all'esonero dell'ex centrocampista di Lazio e Perugia, sostituito da D'Aversa. Allo stesso modo, ha stupito come l'esonero di Maresca non sia stato contemplato dopo la brutta figura di Lecce quando, con la pausa per le Nazionali in mezzo, un cambio di allenatore avrebbe forse permesso al nuovo mister di avere maggior tempo per introdurre le sue idee e lavorare con il gruppo. In ultimo luogo, un'altra ma più debole analogia riguarda i ruoli ricoperti da questi quattro allenatori in carriera: tutti centrocampisti. Così come D'Aversa con Liverani, anche in questo caso dunque un ex centrocampista è subentrato a un ex centrocampista.

Vi è però anche una differenza fondamentale: al momento dell'insediamento di Kyle Krause a comando del Parma, Liverani era già l'allenatore dei crociati, deciso dalla vecchia proprietà o, meglio, dal ds Marcello Carli, anch'egli scelto dai sette soci parmigiani. Questa differenza è di importanza capitale nella valutazione della situazione, perché Maresca (così come la direzione tecnica di Ribalta) rappresenta una scelta in tutto e per tutto della proprietà attuale, che quindi in questo caso sta tentando di riparare a una propria precedente decisione.