ESCLUSIVA PL - Bruno Alves: "D'Aversa ha reso il Parma una squadra da Serie A. Il mio segreto? Digiuno 18 ore"

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29.02.2020 09:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA PL - Bruno Alves: "D'Aversa ha reso il Parma una squadra da Serie A. Il mio segreto? Digiuno 18 ore"

Mai banale, in campo così come di fronte ai nostri microfoni. Bruno Alves arriva dritto al punto, senza tergiversare, anche di fronte ad argomenti non facili come l'epidemia Coronavirus e la gestione del caso Gervinho, e ad altri più leggeri, come l'amicizia con Cristiano Ronaldo e la gestione del suo fisico. Un leader schietto, fondamentale nel percorso di crescita di questo Parma sorprendente, che non vuole smettere di stupire anche se non ha intenzione di illudere nessuno. Ecco qui di seguito l'intervista concessa in esclusiva a ParmaLive.com del capitano del Parma Bruno Alves.

Non possiamo non partire parlando del Coronavirus: come state vivendo questa situazione?
“Stiamo provando a fare il meglio che possiamo, stiamo provando a proteggerci nel modo migliore. Andare direttamente a casa, non passare molto tempo in luoghi pubblici. E’ anche importante prendere qualche integratore per aiutare il corpo a proteggersi da questa malattia. Molte persone parlano del Coronavirus, ma non si dice come prendersi cura di noi per prevenire questa situazione”.

C’è un po’ di paura?
“Stiamo prendendo molte precauzioni. In questo momento ci sono molte notizie, ognuno di noi ha un po’ di preoccupazione per la situazione ma allo stesso tempo stiamo facendo ciò che possiamo, ci prendiamo cura di noi stessi al meglio, siamo preparati. La cosa più importante è prendersi cura di noi stessi, prima di qualsiasi altra cosa”.

La scorsa settimana è stata rinviata la partita contro il Torino: come l’avete vissuta? Pensi che sia stata una scelta giusta?
“Credo che la scelta presa dai capi di governo sia corretta perché gli stadi sono luoghi pubblici. Certamente noi vogliamo sempre giocare ogni gara ma vogliamo anche giocare con il pubblico sugli spalti. Non è facile giocare senza tifosi, specialmente in casa, perché sappiamo quanto è importante il supporto dei nostri fan. Ovviamente preferisco giocare con la gente allo stadio, specie con i nostri tifosi. Penso che in queste situazioni sia meglio controllare ogni cosa e dopo possiamo giocare. Ma sono tutte cose di cui si devono occupare le persone che fanno le regole, non è il mio lavoro preoccuparmi di tutto questo. La squadra si sta allenando molto bene, siamo in un buon momento, per noi è una cosa buona giocare perché siamo in un buono stato”.

Anche per quello che hai detto, quanto può pesare l’assenza dei tifosi contro la SPAL?
“Può incidere molto perché per i giocatori ovviamente è molto meglio giocare con i tifosi. E' importante per noi giocare con il tifo ma penso che ci supporteranno anche fuori dal campo, dovunque giochiamo loro sono sempre con noi.”

Parlando un po’ della SPAL, cosa soffrite maggiormente di questa squadra?
“Penso che sia una squadra molto buona, hanno buoni giocatori. Quando abbiamo giocato contro di loro lo scorso anno era una situazione totalmente differente. Crediamo che non sarà facile, il calcio ti dà sempre l’opportunità di vincere e di fare meglio, ed è ciò che ci aspettiamo, fare meglio in una gara in casa contro la SPAL”.

Magari Kurtic vi può svelare qualche segreto…
“Il segreto che abbiamo noi è lavorare tutti i giorni molto duramente in allenamento. Sappiamo che la SPAL ha cambiato l’allenatore da non molto tempo, potranno giocare con lo stesso sistema di gioco e con gli stessi giocatori. Niente nel calcio è sempre lo stesso. Ci aspettiamo una SPAL molto forte ma allo stesso tempo loro dovranno aspettarsi un Parma molto forte che vuole vincere”.

In questa partita non ci sarà mister D’Aversa in panchina, quanto può incidere?
“Chiaramente per noi è importante avere l’allenatore con noi, lui vive la partita sempre con grande energia, guida la squadra nel modo migliore quindi per noi è molto importante averlo in panchina perché siamo al completo quando è lì in piedi davanti a noi. Durante la settimana ci guida in allenamento, noi seguiremo tutte le istruzioni che ci ha dato e seguiremo il suo vice. Penso che dobbiamo capire la situazione e fare del nostro meglio, anche se il nostro allenatore non è in panchina”.

Che tipo di allenatore è D’Aversa?
“Quello che ho da dire su di lui è quanto è importante per il Parma. Lui porta un’idea, un sistema di gioco, ha costruito la squadra e ha costruito un concetto di Parma in modo da poter competere molto bene in Serie A. Non si parla tanto di lui, ha fatto crescere il livello dei giocatori ed è molto importante. Ha preso giocatori giovani e li ha portato ad altri livelli, è molto importante avere un allenatore come lui, è giovane, ha nuove idee, capisce il calcio attuale e penso che sia un allenatore con l'ambizione e la motivazione per vincere. In ogni allenamento cerchiamo di migliorarci e di apprendere le sue idee di calcio, credo che siamo molto fortunati ad averlo con noi”.

Nella tua carriera hai avuto grandi allenatori, e in passato, allo Zenit hai avuto un altro allenatore italiano come Spalletti: rivedi qualcosa di lui in D’Aversa o sono completamente diversi?
“No assolutamente, sono diversi. Credo che nel calcio nulla sia uguale. Un allenatore può avere un’idea al Parma, poi può andare in un’altra squadra e non fare la stessa cosa. Devi sempre adattarti all’ambiente in cui sei. Nel calcio nulla è sempre lo stesso, l’allenatore può fare cose diverse in ambienti differenti e in squadre diverse. Penso che Spalletti e D’Aversa siano diversi, entrambi hanno la cultura e la tradizione del calcio italiano. Mister D’Aversa sta crescendo e migliorando e in futuro potrà diventare uno due migliori allenatori. Spalletti è un allenatore di grande esperienza che ha vinto molto in vari club, è un allenatore top. E’ difficile comparare allenatori o persone perché è sempre diverso il modo in cui pensano, in cui agiscono, in cui vivono e allenano”.

Il Parma sta giocando una stagione straordinaria, quando credi che l’obiettivo possa cambiare? Da una salvezza tranquilla magari a qualcosa in più:
“In questo momento dobbiamo pensare partita per partita. Non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo, vogliamo rimanere in Serie A anche per la prossima stagione, dobbiamo riuscire a raggiungerlo il prima possibile. Fino alla fine della stagione dovremo pensare di partita in partita perché è il modo migliore di raggiungere il punto che vuoi arrivare. Non vogliamo creare aspettative che potremmo o non potremmo conquistare. In questo momento è importante raggiungere il nostro primo obiettivo, non dobbiamo pensare al dopo ma al momento attuale”.

Qualche settimana fa avete vissuto una situazione particolare con Gervinho: da capitano e leader, come avete trattato l’argomento?
“Qui a Parma abbiamo uno spogliatoio davvero ottimo, abbiamo persone mature che possono gestire ogni tipo di situazione. Questa è stata una situazione che il mister e la dirigenza dovevano risolvere, non era una problema che potevamo risolvere noi giocatori. Per noi è stato facile accettare Gervinho perché è un giocatore importante per la squadra. Non ha avuto il comportamento migliore ma tutti possono commettere qualche errore. Ognuno di noi è un essere umano, qualche volta possiamo non pensare nella maniera giusta. Questo può accadere nel calcio quando hai l’ambizione di andare in un altro club, di guadagnare più soldi o qualcosa del genere, va tutto accettato, ma il comportamento deve essere il migliore. Gervinho era dispiaciuto per quello che aveva fatto, la squadra lo ha riaccolto al meglio, l’allenatore e la dirigenza hanno gestito al meglio perché lui potesse tornare in squadra. Ora non ci sono problemi, è importante che i giocatori siano uniti nell’aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo del club. Gervinho è un giocatore del Parma e aiuterà la squadra fino alla fine”.

Il tuo compagno di reparto Iacoponi sta giocando una stagione incredibile: quanto lo hai aiutato nel suo percorso di crescita?
“Uno dei concetti principali di mister D’Aversa è lavorare sempre molto bene. Nel calcio, e soprattutto in difesa, non si tratta di lavoro individuale ma di collettivo e quando si fa un lavoro collettivo i giocatori riescono ad emergere. L’evoluzione che ha avuto Iacoponi è notevole, sta migliorando partita dopo partita, di stagione in stagione. Credo che il concetto della squadra faccia in modo che i giocatori riescano ad emergere. Sono molto contento per lui, ma sono anche contento che l’allenatore riesca a trasmettere i suoi concetti, le sue idee ogni giorno per fare in modo che il Parma migliori in difesa o in attacco per il futuro. Sono contento che Iacoponi sia al top in questo momento”.

Storicamente l’Italia è un Paese di grandi difensori, qual è quello che ti ha impressionato di più?
“L’Italia ha una storia di grandissimi difensori, Baresi, Maldini, Cannavaro, Nesta, davvero un sacco. Non posso parlare di tutti perché sono davvero tanti, ma c'è anche una nuova generazione di giovani che sta uscendo allo scoperto. Bastoni, Romagnoli, qui in Italia ci sono sempre ottimi difensori, da questo punto di vista si sta lavorando davvero alla grande. E' un paese con grande tradizione in questo campo, e credo lo sarà anche per il futuro”.

E invece qual è l'attaccante che ti ha creato più grattacapi?
“Quasi tutti perché devo essere sempre al top della forma per affrontarli. In ogni partita devo sempre dare il massimo per provare a fermarli, ma quando giochi contro grandi squadre c’è sempre più qualità nel collettivo. Non voglio dirti Ronaldo, perché abbiamo giocato insieme e ci siamo allenati insieme. Non ne dico uno perché penso che davvero tutti siano bravi, devo essere sempre al massimo della forma per fermarli”.

Tu e Ronaldo siete molto legati, ti ha mai chiesto qualche consiglio? Magari su come affrontare un difensore:
“Noi parliamo molto spesso ma più che altro parliamo della salute, di come prendersi cura del proprio corpo, quali tipi di allenamento fare e di cose di questo genere. Non parliamo molto di calcio, parliamo piuttosto di cura del corpo e di allenamenti”.

Chi calcia meglio le punizioni? Tu o lui?
“Chiaramente lui. Non puoi compararmi con il migliore di sempre”.

Il Parma ha giocato contro Juventus e Lazio di recente, fra un mese arriverà l’Inter: chi credi vincerà per lo Scudetto?
“Non ne ho idea, non riesco a fare un pronostico. L’Inter è una squadra migliore rispetto all'anno scorso, la Juventus è forte ma non così forte come lo scorso anno, hanno perso qualche punto per strada in più rispetto al solito. La squadra che sarà più costante fino alla fine della stagione vincerà il titolo. Inter e Juve si affronteranno nel derby e non so cosa potrà succedere, ma sarà una lotta davvero dura fra Juve, Lazio e Inter. E’ una cosa positiva per il calcio italiano che Lazio Inter siano vicine alla Juve e rendano più emozionante il campionato fino alla fine. In qualsiasi modo finisca, credo sia una lotta positiva per il calcio italiano”.

Da quando hai cominciato a giocare sono cambiate molte cose anche nel vivere lo spogliatoio. Ora ci sono i social, più videogame. Non ti chiedo se fosse meglio prima o adesso, ma come hai vissuto questa transizione?
“Sai, quando lavori con lo stesso obiettivo e quando ti alleni con la stessa dedizione, dai il massimo e provi a migliorarti niente può andare meglio. Penso che sia importante il lavoro del mister, anche con le persone che a volte non parlano molto. Mister D'Aversa ha creato un concetto, cerca di far stare sempre i giocatori insieme ed è molto importante. Non è il lavoro della squadra, è il lavoro di ognuno insieme agli altri che allo stesso tempo crea un buon Parma. E quando hai una squadra forte e che va d’accordo, ogni individualità esce fuori. Non credo ci sia un segreto, il concetto del mister è quello di stare insieme, di cercare di migliorare ogni partita. Il segreto di questo Parma è la dedizione con cui si lavora e il lavoro tutti insieme”.

Hai appena rinnovato per un’altra stagione. Nonostante l’età che avanza ti vediamo sempre al top fisicamente, qual è il tuo segreto? Un’alimentazione particolare, il lavoro, che cosa?
“Come ti ho detto, io mi prendo sempre cura della mia salute. Prendendomi cura del mio corpo di conseguenza riesco a rendere meglio. Il mio corpo lavora al meglio e la prestazione è migliore. Faccio alcune cose che credo aiutino: faccio un digiuno per 16-18 ore, lavoro duro, mangio cibo sano, assumo vitamina D, prendo integratori, dormo bene. E’ questione di atteggiamento: per avere una performance top devi stare al meglio con il tuo corpo, in caso contrario non riesci ad essere costante nel tuo gioco. Devi essere mentalmente positivo, avere energia sana e vivere la tua vita positivamente ogni giorno”.

Sappiamo molto del Bruno Alves calciatore ma molto meno del Bruno Alves fuori dal campo: come vivi la città, anche insieme alla tua famiglia?
“Quando ho deciso di venire a Parma ho deciso di far rimanere la mia famiglia in Portogallo. Quando sono arrivato avevo un solo anno di contratto, i miei figli stavano crescendo, avevano sempre studiato in scuole internazionali ed era il momento giusto perché iniziassero a studiare in Portogallo e fare le loro amicizie. Quando vivi fuori dalla tua nazione e cambi amici e scuole di frequente non è facile, credo fosse il momento che restassero in Portogallo: all’inizio per loro non è stato semplice perché non avevano mai studiato portoghese ma ora si stanno ambientando. Io pur restando qui cerco di raggiungerli in Portogallo ogni volta che posso e loro vengono quando hanno la possibilità. Le mie giornate sono molto semplici: mi sveglio presto la mattina, faccio il mio allenamento prima dell'allenamento sul campo, faccio la mia colazione, prendo i miei integratori e vitamine, pranzo, dormo dopo pranzo, ceno a casa alle 6 e vado a dormire per le 10-11 e il giorno dopo si riparte allo stesso modo. Digiuno per circa 15-16 ore, il corpo recupera e poi si riparte. Tutto qui”.

Stai pensando a cosa farai una volta smesso?
“Non posso pensare al futuro vivendo il presente. Ora abbiamo una partita importante che dobbiamo giocare e vincere, vogliamo che vada meglio dello scorso anno e vogliamo crescere e fare sempre meglio. Ci sono talmente tante cose nel presente che non posso pensare a cosa accadrà. In più ho un altro anno di contratto. Ho da pensare al presente, per ora non ho ancora pensato al futuro. Cerco di dare il massimo nel presente, provo a vivere il momento, fare bene ora come ora perché se pensassi al futuro non sarei concentrato su ciò che c'è da fare ora”.

Quest’estate ci sarà l’Europeo: l’ultima volta finì con il tuo Portogallo campione. Credi possa ripetersi? E che ne pensi dell’Italia?
“Il Portogallo può ripetersi, non sarà facile ma può farlo. E’ difficile fare un pronostico perché tutti proveranno a fare del loro meglio. Credo che il Portogallo abbia la qualità, i giocatori, l'allenatore e i tifosi giusti per ripetersi, anche se non sarà un torneo semplice visti i tanti avversari forti. Penso che l’Italia sia migliorata molto, non è andata all'ultimo mondiale ma sta ricostruendo. Penso che abbia molti giovani di talento, il futuro sarà migliore. Penso che l’Italia sia sempre un top team, ha vinto molto in passato e ha bisogno di vincere anche in futuro, perché devi vincere per dimostrare che sei forte. Ho visto che hanno vinto tutte le partite di qualificazione qualificandosi con largo anticipo. Penso che stiano andando bene ma quando si giocano queste competizioni tutto è molto diverso, i giocatori dovranno essere pronti con una forte mentalità e con un bravo allenatore. Bisogna aspettare, vedremo cosa succederà, credo che possano fare molto bene in questo Europeo”.

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