Siamo di nuovo punto e a capo. Avanti il prossimo, ma che sia quello buono. E che venga messo nelle condizioni di poterlo essere

Volente o nolente, il primo passo verso la costruzione del Parma 2022/2023 è stato compiuto. Che sia stato fatto nella direzione giusta sarà solo il tempo a dircelo. Non c'è più spazio per i rimpianti: ora ci si attende una soluzione adeguata
19.05.2022 00:00 di Rocco Azzali   vedi letture
Siamo di nuovo punto e a capo. Avanti il prossimo, ma che sia quello buono. E che venga messo nelle condizioni di poterlo essere
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Era nell’aria, e così è stato. Le strade di Beppe Iachini e del Parma si dividono, dopo soli 6 mesi di lavoro insieme. Dati e risultati alla mano, il tecnico di Ascoli non è riuscito a migliorare la situazione in casa ducale rispetto a quella che ha trovato al momento del suo arrivo, anzi… Se proprio dobbiamo dirla tutta, confrontando i numeri di Iachini con quelli di Enzo Maresca, le statistiche premiano, seppur sensibilmente, l’ex Manchester City, ma sappiamo anche che il calcio non si tratta di una scienza esatta ed è chiaro che ogni frangente vada contestualizzato.

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Inutile, comunque, star qui ora a fare dei bilanci, a cercare di capire del perché e del per come, o recriminare per questioni di sfortuna, torti arbitrali, pali, traverse, gol mangiati, raffreddori e infortuni vari. La scelta è stata fatta, e questo è quel che conta. Noi siamo tifosi, ed è giusto che ognuno faccia le proprie considerazioni in merito a quanto è successo e manifesti quella che, a suo avviso, possa essere, o sarebbe potuta essere, la decisione migliore per il Parma, ma chi davvero decide sono la proprietà ed i dirigenti. Da qui a breve ci attendiamo l’annuncio di quello che sarà il nuovo allenatore che guiderà la squadra nel prossimo campionato, il quinto della gestione Krause. Da Liverani al ritorno di D’Aversa, dalla scommessa Maresca alla garanzia Iachini, che alla fine non si è rivelata tale: insomma, le si sono provate tutte, ma nessun tecnico sembra quello ideale per questo club. Chi arriva, puntualmente, fallisce. Io non sono superstizioso e non credo nella scaramanzia né nella magia, per cui escludo riti voodoo provenienti da Oltr’Enza che colpiscono chiunque si sieda sulla nostra panchina. Al quarto esonero diventa lecito farsi un paio di domande su quali, invece, possano essere le cause di quello che sta accadendo nelle ultime due stagioni. Dai tanti - troppi - infortuni, ai motivi per i quali nessuno riesca a far girare questa formazione, nonostante i tanti - troppi - milioni investiti per allestire la rosa.

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Comunque, stringendo: Zanetti ha smentito qualsiasi contatto, Inzaghi è pressato dal Venezia, Angelozzi si esporrà lunedì riguardo il futuro di Grosso, su Cannavaro, Gattuso e compagnia bella al momento si tratta solo di voci. Ad oggi regna l’incertezza in merito al nome che raccoglierà l’eredità di Iachini, e tutti i rumors circolati sinora lasciano il tempo che trovano. Solo una parola da parte della società potrà chiarire chi sarà il prossimo condottiero dei crociati. L’unica cosa che mi auguro, è che l’ormai ex mister con il cappellino abbia lasciato detto a chi di dovere il mistero degli innumerevoli problemi fisici patiti dai giocatori del Parma, visto che in tempi non sospetti affermò di conoscerne le motivazioni.

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