Serviranno tempo e fiducia. Con le ultime mosse la società conferma di credere nel progetto intrapreso, ma oggi la squadra è ancora un mix eterogeneo: Maresca avrà tanto lavoro da fare

25.08.2021 15:35 di Rocco Azzali   vedi letture
Serviranno tempo e fiducia. Con le ultime mosse la società conferma di credere nel progetto intrapreso, ma oggi la squadra è ancora un mix eterogeneo: Maresca avrà tanto lavoro da fare
© foto di Niccolò Pasta

Il mercato non è ancora chiuso e qualcos'altro accadrà, ma nulla potrà stravolgere quella che è la linea che la società si è preposta, e sta perseguendo, nel costruire la squadra. L’idea di creare un gruppo giovane, con alcuni elementi di esperienza che facciano da traino, è stata alla base, e la volontà di dare la propria impronta da parte della dirigenza ha preso forma, a coronamento del progetto cominciato la scorsa estate, quando, a causa del poco tempo a disposizione, visto l’insediamento avvenuto tardivamente, si dovettero fare le corse per acquistare i giocatori necessari. Oggi, però, rispetto ad un anno fa, la situazione è diversa: veniamo da una retrocessione maturata solo a maggio sul campo, ma che quasi tutti avevamo già metabolizzato da un po’, per cui di tempo a disposizione per pianificare la stagione della ripartenza ce n’è stato a sufficienza. La fine del campionato è coincisa con la chiusura di un ciclo fatto di giocatori arrivati al capolinea o, semplicemente, ormai privi di stimoli e senza più nulla da dare alla causa. Quindi, a partire dall’allenatore, via tutta la vecchia guardia dei vari Gervinho, Alves, Kurtic, Pellè, Hernani, Cornelius, Grassi, Kucka e Pezzella: una lista che, presumibilmente, potrebbe arricchirsi di altri nomi, alcuni dei quali con le valigie in mano da tempo, come Sepe, Laurini, Gagliolo, Brugman, Karamoh e/o Inglese.

Come dicevo, a partire dall’allenatore, una ventata di aria fresca (che fa rima con…): ecco Maresca. Un tecnico giovane e di belle speranze, ma con poca (per non dire nessuna) esperienza in panchina. Una scommessa, un azzardo, ma comunque una scelta figlia di un’idea, partorita scientemente da gente preparata, competente e soprattutto lungimirante. Così come tutti i nuovi giovani: Benek, Daniele Iacoponi, Bernabè, Felix Correia e gli ultimi Delprato e Cobbaut. Tutino ha già dimostrato di saperci fare, quindi, nonostante i 25 anni, lo inserisco nel gruppo dei più “navigati”, al contrario, invece, del suo coetaneo Juric che viene da un altro calcio e si sta inserendo piano piano. Sempre rimanendo fra i nuovi acquisti, Buffon, Vazquez e Schiattarella saranno le chiocce, i leader di questo gruppo ancora acerbo, anagraficamente parlando, che dovranno insegnare loro come ci si comporta all’interno di uno spogliatoio e quelle che sono le regole per giocare e vincere ad alti livelli. Il resto dell’ossatura dell’organico porta comunque la firma della nuova proprietà: Valenti, Osorio, Dierckx, Zagaritis, Busi, Sohm, Brunetta, Man e Mihaila sono tutti frutto degli investimenti fatti dalla società nell’ultimo anno, confermando per età e potenziale (per molti ancora inespresso e tutto da dimostrare) la linea tracciata inizialmente.

Il percorso intrapreso è ambizioso quanto rischioso, ma non possiamo accorgercene solo ora. La mission di Krause e Ribalta, di vincere con una loro creatura, fatta di scommesse e di incognite è coraggiosa ed encomiabile. I soldi investiti sono stati tanti e l’impegno che è stato profuso è sotto gli occhi di tutti, ma i tifosi, poi, si aspettano di vedere anche i risultati. Il progetto richiede senz’altro tempo e pazienza, la città dovrà avere fiducia nelle scelte che si faranno, perché i risultati arriveranno. Maresca avrà tanto lavoro da fare, per trasformare la Torre di Babele che ha tra le mani oggi in una macchina perfetta, con automatismi rodati e funzionali. Lui, che è la scommessa numero uno da parte della dirigenza, dovrà essere il primo a rivelarsi all’altezza dell’ambizioso, quanto rischioso, percorso intrapreso.