Manfredini: “Buffon deve ringraziare il Parma, e il Parma Buffon. Inglese ci darà tanto”

14.09.2021 12:38 di Rocco Azzali   vedi letture
Manfredini: “Buffon deve ringraziare il Parma, e il Parma Buffon. Inglese ci darà tanto”
© foto di ParmaLive.com

Ospite come tifoso-opinionista nella puntata di Bar Sport, Angelo Manfredini, presidente del Centro di Coordinamento, incalzato dalle domande el presentatore, Carlo Chiesa, ha detto il suo pensiero riguardo la stagione che i crociati hanno intrapreso, proiettandosi già a quello che potrebbe accadere al termine del campionato, soffermandosi su alcuni singoli e sul gruppo, più in generale.

La squadra vista a Pordenone è da promozione?
“La parola ‘promozione’ non la pronuncio. Questa Serie B sarà una battaglia fino al novantasettesimo minuto dell’ultima partita di maggio e come finiremo il campionato, questo, ad oggi, non mi è dato saperlo. Ma ci tengo a fare un appello ai tifosi: abbiate pazienza. Il materiale umano c’è, ed è anche buono. Siamo una squadra giovane, con un allenatore ambizioso, ma che è alla prima esperienza: aspettiamolo, ed aspettiamo anche i giocatori. Diamogli tempo. Anche se dovessimo fare due anni di B non muore nessuno, non sarà la fine del mondo: abbiamo vissuto anche di peggio. Sono comunque convinto che alla fine ci divertiremo e vedremo un buon risultato da questi ragazzi”.

Erano 9 mesi che non vinceva in trasferta: è stato quasi come un ‘parto’…
“Non avremmo dovuto attendere 9 mesi per vedere una vittoria in trasferta se qualcuno, la passata stagione, avesse bagnato un po’ di più la maglia…”.

Roberto Inglese è tornato al gol. Pensi potrà essere una carta importante nella stagione?
“Al gol di Inglese, non dico di essermi commosso, ma mi è venuto il ‘groppo’ in gola. Sono sicuro che, se starà bene, farà tanto per noi: lui è uno dei pochi che ha sempre dato tanto al Parma e tanto ha ancora da dare”.

Un commento alle parole del tuo amico, Gianluigi Buffon, che nei giorni scorsi aveva definito come ‘una ragione di vita’ la promozione del Parma.
“Credo nelle parole di Gigi, è sincero. Non avrebbe avuto motivo per tornare a Parma se non dicesse davvero, sarebbe potuto andare in tante altre squadre. Lo conosco da quando giocava nella Primavera, e tutt’ora siamo ancora amici: pensate che, alla sua presentazione al ‘Tardini’, avevamo entrambi gli occhi lucidi quando ci siamo rivisti. Lui sa che deve dire ‘grazie’ al Parma se per un determinato periodo è stato il portiere migliore del mondo, qui lui è diventato il campione che poi è stato. E noi dobbiamo dire ‘grazie’ a lui per quello che ci sta facendo rivedere: per come richiama i compagni, per come dà la giusta carica in campo, per come trasmette l’entusiasmo necessario durante le partite”.

Cosa ne pensi di questa squadra? A livello di gruppo, di spogliatoio.
“Il gruppo è coeso: bisogna dare i giusti meriti a chi è riuscito a crearlo, e la figura di Buffon sarà fondamentale per mantenere solido questo collettivo: lui ha l’esperienza per farlo. Non è tanto il raggiungere l’apice, la cosa difficile, bensì il rimanere al top, e Gigi ci aiuterà in questo. Questo è un grande gruppo, un gruppo di amici: lo si vede in tante cose: dai festeggiamenti per un gol, all’andare a protestare tutti insieme quando in campo ci sono cose non vanno, anche questi sono simboli di unità. L’unione fa la forza”.