Gravina: "La priorità è terminare i campionati. Annullamento ipotesi complicata"

01.04.2020 17:15 di Giuseppe Emanuele Frisone   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gravina: "La priorità è terminare i campionati. Annullamento ipotesi complicata"

Intervenuto a "Maracanà", programma di approfondimento calcistico in onda su TMW Radio, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha fatto il punto sulla situazione del calcio italiano e internazionale in piena crisi a causa della diffusione del Coronavirus: "Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l'emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. E' una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza: la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l'ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un'ultima analisi con i primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus".

Si può andare anche oltre queste date?
"Stiamo procedendo in diverse direzioni, ci sono due fattori: il primo è rispettare le ordinanze del governo, il secondo è l'opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA, di poter andare oltre il 30 giugno. Si parla addirittura di agosto e settembre, ma mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un'altra stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere".

La UEFA sta provando a portare a termine questa stagione, usando anche i mesi estivi. Vi muoverete di comune accordo con loro? Vi siede dati una data oltre cui non andare?
"Non c'è una data definitiva. Ringrazio la UEFA, anche i massimi organismi internazionali vivono delle nostre incertezze e cercano di offrire una serie di finestre. La priorità assoluta è chiudere i campionati nazionali: oggi è stata adottata una ulteriore decisione, spostare le finestre per le Nazionali liberando la finestra del 1-9 giugno. Abbiamo ulteriore disponibilità di tempo per completare le manifestazioni nazionali. La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".

C'è una ipotesi campo neutro per le squadre del Nord Italia per accelerare il rientro in campo?
"Non è una buona soluzione, ma è un'idea su cui stiamo lavorando. Stiamo cercando di individuare quattro o cinque destinazioni, così come la UEFA sta provando a definire format diversi non tanto per questo campionato, ma per quelli che seguiranno".

Nel caso in cui non si riesca a concludere quali sono le ipotesi? L'annullamento?
"Annullare sarebbe complicato, sono stati disputati oltre due terzi del campionato. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe ad una emergenza legale durante una emergenza epidemiologica. Lo Scudetto bisogna decidere solo di assegnarlo o meno, la stessa Juventus credo abbia espresso un non gradimento di una soluzione di questo tipo. Poi c'è l'indicazione, di interesse internazionale, sulle società che devono andare in Europa. Non è il momento per questi ragionamenti, ma è chiaro che chi ha il diritto a partecipare ad un campionato diverso, parlo della Serie B, sarebbero le prime due, non certo la terza, che dovrebbe affrontare i playoff. Nessuno può rivendicare la promozione da terza in classifica. In ogni caso farò di tutto per la definizione dei campionati in campo, una estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità".