A centrocampo manca pericolosità: lo dicono i numeri delle ultime due gare

20.10.2021 20:28 di Niccolò Pasta Twitter:    vedi letture
A centrocampo manca pericolosità: lo dicono i numeri delle ultime due gare
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il Parma non sta ancora girando come sperato. I pareggi contro SPAL e Monza hanno lasciato l'amaro in bocca a squadra e tifo, che si aspettava qualcosa in più dopo un avvio di campionato poco brillante. I crociati faticano a creare una manovra ben chiara, affidandosi prevalentemente alle giocate dei singoli, anche per "colpa" di un centrocampo che al momento non pare aver trovato la quadra, come dimostrano i numeri. Prendendo ad esempio i dati della partita contro i ferraresi, notiamo - osservando le heat map dei tre interni (Juric, Schiattarella e Vazquez) - come il croato agisca prevalentemente sulla fascia di sinistra, lasciando ai due compagni i compiti di imbastire la manovra per via centrale. Anche i numeri dei tocchi di palla sono emblematici: Juric tocca 32 volte la sfera, quasi la metà di Vazquez (57) e Schiattarella (ben 83). A discolpa del croato, in campo solo per un'ora, Sohm, subentrato al suo posto, non ha cambiato il leitmotiv della gara: una delle due "mezzali", se così vogliamo chiamarle, ha il compito di agire prevalentemente sull'esterno, toccando però pochi palloni (e recuperandone ancora meno). 

La stessa cosa è successa nella partita di domenica contro il Monza, dove Brunetta e Schiattarella hanno toccato il doppio dei palloni di Juric, fermo a 31 (quanti Buffon). Ma se è vero che nel calcio non conta la quantità ma la qualità, ecco che l'indice di pericolosità dei centrocampisti del Parma crolla definitivamente leggendo i dati: dei palloni giocati dalla trequarti in su solo sei hanno portato a qualcosa di concreto. A baricentro, però, il Parma è messo meglio: la squadra gioca alta e anche le posizioni medie raccontano tutto ciò: i due centrali difensivi, Cobbaut e Osorio, stazionano quasi nel cerchio di centrocampo, con i due terzini, Coulibaly e Delprato, quasi ad agire da esterni di centrocampo. La sensazione, leggendo i dati e osservando lo sviluppo delle azioni pericolose del Parma, è che ai crociati stia mancando principalmente il guizzo nel mezzo, che può spezzare in due la squadra avversaria e lanciare negli ultimi trenta metri i forti attaccanti crociati. Trovando questa quadra ecco che forse la squadra riuscirebbe nel salto di qualità.