Dove eravamo rimasti? Parma quinta difesa della A, è un punto di forza

17.06.2020 10:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dove eravamo rimasti? Parma quinta difesa della A, è un punto di forza

Dove eravamo rimasti? A Parma-SPAL, ne abbiamo parlato. Ma come è nata questa stagione fin qui entusiasmante del Parma? Tanto del merito va dato alla difesa costruita da D’Aversa, che può quasi essere ripetuta come una filastrocca: Darmian, Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo, tutti e quattro in campo per dodici volte e con un solo cambio in ventiquattro occasioni su venticinque partite. Una difesa solida, esperta, disciplinata e che ha trovato anche modo di partecipare alla fase offensiva, con i cinque gol divisi tra Iacoponi (3) e Gagliolo (2).

MURO - La difesa del Parma è la quinta della Serie A con sole 31 reti subite, dietro solamente a Lazio, Inter, Juventus ed Hellas Verona. Inoltre, e non è un dato nuovo per i crociati, la squadra di D’Aversa è nella top 3 per tiri (avversari) parati (107), dietro solo al Lecce (119) e la SPAL (pari merito a 107). Questo dato dimostra come il Parma conceda molte conclusioni ma “sporche”, ovvero costringe gli avversari a calciare molto ma in condizioni poco favorevoli. Di fatto, un tiro su quattro di quelli nello specchio si tramuta in rete, una delle medie più alte di tutto il campionato. La grande classifica del Parma passa anche da qui, un sistema consolidato che permette alla squadra di non scoprirsi mai, ma che riesce comunque a sganciare un terzino che spesso agisce come un’ala aggiunta in fase di possesso (è facile, in fase di possesso, vedere Darmian alto come ala destra, con Kulusevski che trasla trequartista).

QUI NON SI PASSA - E a spiccare in questi numeri sono i due numeri uno del Parma, Luigi Sepe e Simone Colombi. I due portieri, che stanno disputando una splendida stagione, sono uno dei segreti di D’Aversa, che proprio dal portiere costruisce la maggior parte delle sue azioni. Lanci lunghi e precisi per innescare la velocità degli esterni o una costruzione dal basso, anche grazie alle ottime qualità con i piedi dei due estremi difensori. Eppure sono solo sei i clean-sheet dei crociati, dato anomalo considerando le poche reti concesse, ma che nell’economia di un campionato dimostrano la solidità della retroguardia. I crociati subiscono un gol (di media) a partita, ma solo nel 30% delle gare ne subiscono più di uno. Si ripartirà anche da qui, da una difesa solida che, soprattutto in Italia, spesso ha fatto la differenza nel raggiungimento dei risultati.