PL - Marchionni: “Vincere per dimenticare il Verona. Parma è casa mia”

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01.11.2019 16:11 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
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PL - Marchionni: “Vincere per dimenticare il Verona. Parma è casa mia”

A pochi giorni da Fiorentina-Parma, la redazione di ParmaLive.com ha intervistato uno storico doppio ex della gara, Marco Marchionni, oggi vice-allenatore alla Carrarese:

Come arrivano le due squadre a questo appuntamento?
“Credo che la Fiorentina arrivi molto meglio del Parma perché sta inanellando una serie di vittorie che l’ha portata nella parte alta della classifica. Il Parma è un po’ altalenante, riesce a vincere alcune partite magari più complicate mentre in quelle che sulla carta possono sembrare più semplici fa più fatica”.

Il passo falso contro il Verona può incidere mentalmente?
“Un pochino sì perché tutti si aspettavano una vittoria del Parma. Il Verona è una buona squadra e quando il Parma trova squadre che non giocano a viso aperto ma si chiudono e ripartono fa fatica. Con la Fiorentina può fare bene perché i Viola sono una squadra che gioca sempre a calcio, a viso aperto, e per il Parma è una partita molto importante perché se riuscisse a vincere dimenticherebbe la sconfitta con il Verona”.

Il Parma è falcidiato da infortuni ma anche la Fiorentina avrà qualche giocatore fuori: chi pagherà di più le assenze?
“Penso il Parma perché la Fiorentina venendo da qualche vittoria, nonostante qualche assenza, mentalmente è più serena e può permettersi di giocarsi la partita come ha sempre fatto. Il Parma invece venendo da una sconfitta può essere più preoccupato e l’assenza di giocatori determinanti può fare la differenza”.

Quale può essere la chiave della partita?
“Dipenderà molto da come giocherà la Fiorentina. Se dovesse giocare a viso aperto aiuterà il Parma che potrà sfruttare le ripartenze. Credo che tutto dipenderà dai viola, anche se il Parma per me è una buonissima squadra: ha tenuto i giocatori importanti con l’assetto dello scorso anno e può fare molto bene”.

Lei ha vissuto due avventure a Parma, una da giovanissimo e una da giocatore più esperto: quali sono i suoi ricordi più belli?
“Le esperienze di Parma me le ricordo tutte. Sin dal mio arrivo mi hanno fatto sentire a casa, forse questo è il mio ricordo più bello. Allora il Parma era una delle sette sorelle e arrivare a ventuno anni e riuscire a trovare subito la fiducia della società e della città è molto importante per un giocatore. Quando torno a Parma ho tanti amici, mi ricordano volentieri perché ho sempre cercato di aiutare la squadra. Sono tanto soddisfatto di quello che sono riuscito a fare”.

E dire che ci sono stati anche momenti poco felici, come il crack Parmalat e l’Europa League tolta per i guai di Ghirardi:
“Sono stati i due ricordi più spiacevoli. In quel momento però avevo la possibilità di aiutare il Parma a conquistare le vittorie e trasformare quel momento negativo in qualcosa di più positivo, anche per la gente. A volte da una situazione negativa ne può nascere una più positiva”.

Lei ora ha intrapreso la via della panchina: sogna un ritorno a Parma come allenatore?
“E’ il mio augurio, Parma è casa mia. Io volevo già tornare dopo essere andato via l’ultima volta, perché sarebbe stato bello chiudere la mia carriera a Parma. Non ci sono riuscito e se un giorno dovesse arrivare questa possibilità sarei super contento, Parma è una città a cui sono molto legato”.

Per chi farà il tifo domenica?
“E’ una partita che mi sta molto a cuore. Ho passato sette anni a Parma ed è la mia città, a Firenze ho passato tre anni veramente belli dove ho giocato la Champions, e abbiamo dimostrato di potercela giocare in tutti gli stadi contro chiunque. Ci abbiamo provato e ci siamo riusciti. Tengo ad entrambe le squadre, vedrò sicuramente la gara e mi auguro sia una grande partita”.

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