PL - Alla scoperta del mondo E-Sports, Iezzi: "Vi racconto la mia vita da Player del Parma"

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14.05.2020 20:23 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Alla scoperta del mondo E-Sports, Iezzi: "Vi racconto la mia vita da Player del Parma"

Quante volte in queste settimane di lockdown ci siamo affidati ai nostri videogiochi per passare queste giornate che parevano essere eterne? Ebbene, c'è chi ha preso i videogame e ne ha fatto un lavoro vero e proprio, come il Player di PES del Parma Loris Iezzi, in arte DorianFear. Il mondo e-Sport in queste settimane ha raggiunto livelli massimi di notorietà, con tanti tornei di intrattenimento creati ad hoc per noi appassionati di sport, che lo sport reale non possiamo ammirare. A tal proposito la redazione di ParmaLive.com ha voluto intervistare Loris Iezzi, il player PES del Parma, che ci ha raccontato un po' il suo mondo e il suo avvicinamento ad esso:

In cosa consiste il tuo ruolo?
“Il mio ruolo è quello di Pro-Player, sono quindi chiamato a competere, per e con il Parma, negli eventi Esports di EfootballPes2020; inoltre ogni volta che posso, attraverso i social, cerco di soddisfare quanto posso le curiosità di chi è interessato a saperne di più, ad avere qualche dritta, altresì, fare qualche partita”.

Com’è nata la passione per Pes?
“Sono appassionato di calcio, di bel calcio, fin da quando ero piccolo, tal passione si è diffusa dal reale al virtuale a circa 12 anni, all’epoca non avevo una preferenza tra i diversi titoli che circolavano su Ps2, cionondimeno dopo qualche anno Pes prese il sopravvento attraverso le amicizie; il legame con il videogame divenne più marcato quando all’età di 17 anni scoprii, grazie ad un negozio di videogame (Happy game) della mia città (Teramo, Abruzzo), che diversi enti organizzavano tornei dal vivo in giro per l’Italia, tra i quali vi erano anche quelli ufficiali, la Pes League, organizzata dalla stessa Konami. (che ahimè, da qualche anno, nella maggioranza dei paesi, viene organizzata online.)”

Oltre al player del Parma nella vita cosa fai?
"Ho speso la maggior parte del mio tempo giocando a calcio, calcio a5 e Pes fino a quando non scomparvero i tornei dal vivo, in quei 2 anni ho scoperto di avere una sfrenata passione per la Psicologia, tanto da intraprendere, con un po’ di ritardo, un corso di Laurea, a Padova. Possiamo quindi dire che le mie giornate si alternano tra Pes, studio e Futsal”.

Quando hai capito di poter competere professionalmente?
“Fin dai primi tornei notai che il gap tra me e i più forti di quel periodo non era incolmabile, oltretutto il mio deviare dallo stille di gioco conforme usato dalla maggioranza sembrava potersi rivelare un’arma a mio favore piuttosto che un difetto, e così fu, anno più anno meno, fintantoché ebbi modo di competere”.

E il Parma com’è arrivato?
“Il legame con il Parma era già forte grazie al gioco espresso da quest’ultima nel calcio reale in diverse annate, nonché attraverso mio zio, che me ne narrava le gesta ogni volta che andavo nella sua pizzeria; il caso volle inoltre che, il mio sogno, divenire campione d’Italia Pes League, si realizzò proprio al Tardini (2011). Negli ultimi 2 anni è quindi accaduto che il mondo Esports guadagnasse fascino, si è rivista qualche competizione dal vivo e l’annuncio della EserieA ha portato giustamente i club a guardarsi attorno, così io e il Parma ci siam ritrovati, grazie alla Esports Academy”.

Quale giocatore del Parma è più forte nella realtà che nel gioco?
”Fatta la premessa che dove competo con il Parma il più delle volte si gioca in ‘’modalità livellata’’, ossia i valori dei giocatori vengono per così dire uniformati al fine di non creare esagerata differenza tra singoli e squadre; fatta tal premessa, modalità livellata o meno, devo dire che i valori di Dejan Kulusevski e di Gaston Brugman mi sembrano abbastanza ingiusti se paragonati a ciò che hanno mostrato nella realtà".

In queste settimane il mondo E-sports ha preso il sopravvento. Che impatto ha avuto per voi player ufficiali?
“Credo che per la maggioranza dei player ufficiali l’impatto sia stato enorme, sia dal punto di vista social e mediatico, sia da un punto di vista tecnico, ovviamente non tutti sono stati fin da subito a loro agio nel far coincidere la loro espressione di calcio virtuale con la consapevolezza di essere osservati ed anche giudicati da spettatori e società”.

Giochi anche ad altri giochi?
“Impensabile da parte mia, quando non gioco a Pes e non sono sui libri di Psicologia cerco di svagarmi in altri modi”.

Hai mai affrontato qualche giocatore della prima squadra? Se si, chi è il più bravo? E chi il meno abile?
"Non ho ancora avuto l’occasione di giocare con qualche calciatore della prima squadra”.

Il tuo giocatore preferito?
“Dopo le giocate collettive con fitte reti di passaggi, le mie preferite sono quelle fatte a scavalcare il portiere fuori dai pali o in uscita, ragion per cui il mio giocatore preferito tra quelli che in generale mi piacciono di più è Hernan Crespo; citerei lui anche per quanto riguarda Pes, assieme a Messi, Drogba e Aguero. In EfootballPes2020 non penso di avere una preferenza, dev’esserci equilibrio tra fase difensiva e offensiva, a seconda delle partite una tipologia di giocatore può risultare più utile rispetto ad un’altra”.

Quello con cui ti trovi meglio nel gioco?
“Non è semplice scegliere quest’anno, specie considerando le dinamiche stesse del gioco, opterei per Siligardi e Karamoh che bene o male sono sempre dentro i miei schemi indipendentemente dal fatto che partano titolari o dalla panchina”.

Qual è il tuo sogno?
“Il mio sogno attuale è che il mondo Esports di Pes e le sue competizioni possano tornare come erano un tempo, numerose, accessibili e dal vivo. Chiaramente ripetendo come minimo l’andamento che ho avuto in passato portando in alto i colori del Parma”.

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