PL - Challiol: "Vi racconto Lautaro Valenti, personalità e carattere con Otamendi come modello"

11.10.2020 10:00 di Niccolò Pasta Twitter:    Vedi letture
PL - Challiol: "Vi racconto Lautaro Valenti, personalità e carattere con Otamendi come modello"

L’arrivo a Parma di Lautaro Valenti è già nella storia del Parma. Valenti infatti, ventenne argentino, è stato il primo acquisto di questa campagna estiva, e primo, storico, acquisto della nuova era crociata, quella del presidente americano Kyle Krause. Arrivato da Lanus per tre milioni di prestito e almeno altri quattro di obbligo di riscatto, Valenti è uno dei difensori della nuova generazione albiceleste per cui è stato pronosticato un futuro ricco di grandi soddisfazioni. Ma chi è Lautaro Valenti? Lo abbiamo chiesto ad Augustin Challiol, giornalista di Olé, che ha seguito da vicino la crescita del giovane Valenti al Lanus.

“Lautaro è un gran difensore, che nonostante abbia solo ventuno anni dimostra già di avere un futuro molto promettente davanti a sé". - Inizia a raccontarci Challiol - "Indubbiamente il suo punto di forza è il suo piede sinistro, con cui ha segnato molti gol da calcio da fermo e da fuori area. Questa caratteristica l’ha acquistata nelle categorie giovanili quando si stava formando. Ha debuttato al Lanus nel maggio 2019 ed è uscito dalla squadra solo per i tanti gialli accumulati, che ti danno l’idea del giocatore che è. Uno dei vantaggi che ha avuto al Lanus è che ha diviso la difesa con Ezequiel Munoz, l’ex difensore di Palermo e Genoa, grazie a cui è cresciuto molto ed è notevolmente migliorato. E se anche a Parma potrà trovare un giocatore più esperto capace di accompagnarlo in questo percorso di crescita allora certamente raggiungerà un livello superiore rispetto a quanto mostrato in Argentina. A sua volta però, Lautaro mostra un bel caratterino e ha già giocato partite importanti come contro il Boca, il River al Monumental, oppure fasi decisive di Copa de Argentina contro l’Independiente, sempre mostrando un ottimo livello”.

Dove credi debba ancora crescere?
“In alcune partite ha commesso qualche errore però più che altro errori di gioventù e di poca esperienza, e con il tempo è riuscito ad abituarsi al ritmo e al modo di giocare della prima divisione. Forse in alcune partite ha dovuto anche giocare contro la sua concentrazione. Per farti capire meglio, mi viene in mente una partita contro il River in cui il Lanus ha perso 3-0. Il primo gol nasce da una disattenzione di Lautaro che, forse poco concentrato, si fa sfuggire l’uomo e provoca un calcio di rigore. Ma man mano che riuscirà ad acquisire questa caratteristica fondamentale riuscirà a limare tutti gli altri dettagli”.

Tu che lo conosci bene, hai un aneddoto da raccontarci?
“Certo, mi ricordo di questa partita giocata contro l’Arsenal de Sarandì dove in una fase morta della partita Lautaro si è messo a discutere animatamente con José Sand, un attaccante che fa parte della storia del Lanus, il suo massimo cannoniere, da noi in Argentina per farti capire è considerato come lo era Gattuso ai tempi del Milan. Comunque, Lautaro che aveva giusto una manciata di partite con la prima squadra si è messo a discutere con un idolo della tifoseria come Sand, e questo ti fa capire la personalità di questo ragazzo. Un altro aneddoto riguarda il suo rapimento: poco tempo fa infatti ha sofferto un sequestro ed è stato rinchiuso per una notte venendo liberato solo dopo che il suo agente ha pagato una somma di denaro ai suoi sequestratori”.

Ci ha raccontato che Otamendi è il suo modello, pensi che possano assomigliarsi come giocatori?
“Con Otamendi ha un fisico simile. Ovviamente ci sono molte differenze soprattutto per livello di esperienza, però crescendo credo possa avvicinarsi ad un giocatore come Otamendi, anche per stile di gioco”.

Ultima domanda, pensi che Lautaro possa entrare a breve nel giro della Nazionale?
“Ha già avuto qualche apparizione nelle selezioni giovanili e ha anche partecipato al Sub20 ma ovviamente per entrare in pianta stabile nel giro della Nazionale maggiore ha bisogno di molto lavoro. Però se il suo percorso di crescita prosegue e se lima alcuni dettagli credo possa raggiungere la Seleccion. Attualmente la Nazionale sta vivendo un progetto di rinascita molto serio, come da molti anni non si vedeva, e quasi tutti gli allenatori conoscono Valenti dai tempi delle Nazionali giovanili. Credo che per vederlo con la maglia dell’Albiceleste dovremo aspettare il suo impatto con il calcio europeo e vedere come giocherà”.

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