PL - Bianchi: "Spero nella salvezza crociata e nella Champions del Milan. Sacchi? Predestinato"

07.04.2021 20:18 di Donatella Todisco   vedi letture
PL - Bianchi: "Spero nella salvezza crociata e nella Champions del Milan. Sacchi? Predestinato"
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© foto di Federico De Luca

Parma-Milan è la partita del cuore di Walter Bianchi. Ex difensore classe 1963, ha indossato la maglia crociata dal 1985 al 1987 collezionando 68 presenze e 2 reti, seguendo poi Sacchi – presente quasi ovunque nella sua carriera – anche coi rossoneri, club dove collezionerà soltanto 5 presenze. Come finirà al Tardini e quali sono i suoi ricordi del passato? Di questo e di altri argomenti ancora ne abbiamo parlato con lui a Parmalive.com

Parma-Milan alle porte. Sfida tra deluse? 
“I rossoneri assolutamente no, soprattutto se pensiamo a quanto espresso durante il girone d’andata, anche se sta perdendo qualche colpo. Parliamo di una squadra giovane ad eccetto di Mandzukic e Ibrahimovic. Il Parma invece ha perso parecchi punti, gli stanno sfuggendi parecchi risultati. Il mio cuore è per entrambe le squadre”. 

Quale giudizio al campionato del Parma? 
“L’inizio non è stato buono, poi è anche arrivato un buon allenatore. Si ha una reazione nelle prime giornate, poi però i problemi ritornano. Questo è stato anche il problema del Milan negli ultimissimi anni. La squadra continua a deludere. Non sempre riescono mosse come quella di Pioli. Anche se, detto ciò, l’Inter sta rispettando i suoi valori perché è anche una squadra molto esperta”. 

Crede nella salvezza ducale? 
“Me lo auguro tantissimo. Quando c’ero io a Parma c’era una situazione diversa, si navigava tra Serie C e D, ho Parma nel cuore. Sono per metà parmense per via di mia madre, ma a Salsomaggiore ho anche dei parenti. Il campionato, comunque, è molto livellato. Non sarà facile”. 

Che ricordi sono stati quelli col Parma? 
“Sono stati due anni ottimi ed intensi. Sul piano dei risultati è stato un trampolino di lancio anche per me, visto il nostro approdo al Milan, approdando anche nel grande calcio. Stesso salto che fece anche Sacchi. Ancora oggi mi sento con amici emiliani e non solo parenti, come dicevo prima”. 

E Sacchi che mister era? I suoi allenamenti erano duri…
“L’ho avuto già nel settore giovanile del Cesena, poi a Rimini e quindi a Parma. Così si è arrivati fino al Milan. Sono stati anni decisamente importanti, quelli al suo fianco. L’ho seguito quasi sempre. I rapporti sono per questo ancora ottimi, ci scambiamo anche gli auguri. Gli allenamenti erano duri, questo è sempre stato il suo leit-motiv. Ma la differenza tra lui e gli altri allenatori dell’epoca era enorme, soprattutto sul piano della mentalità. La partita era solo una conseguenza di come ti eri comportato durante la settimana. Chi veniva da un’altra mentalità all’inizio faticava davvero tanto”. 

Si sarebbe aspettato una carriera cosi da parte sua? 
“Lo conosco da quando avevo 15 anni. Quando tornai a casa predissi subito a mio fratello che sarebbe arrivato subito in A. E questo è avvenuto. Trasmetteva tanto coraggio e tanta carica. Ha avuto il merito di conquistare l’Italia ma anche l’Europa ed il mondo. Il suo credo è stato da esempio per molti”. 

Al Tardini come potrà finire la sfida contro il Milan? 
“Il cuore mi si divide a metà. La vittoria però servirebbe più al Parma che al Milan, anche se mi auguro che i rossoneri possano finire tra le prime quattro. Spero i ducali possano salvarsi. Il recupero tra Napoli e Juventus è importante e dirà molto nella corsa per le coppe. L’Inter, invece, la ritengo ormai irraggiungibile”.

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