Salvate il soldato Juan! Non imbrigliamolo nei tatticismi italiani: lasciamo libero il suo estro e Brunetta ci darà soddisfazioni

27.11.2020 20:10 di Alessandro Tedeschi Twitter:    Vedi letture
Salvate il soldato Juan! Non imbrigliamolo nei tatticismi italiani: lasciamo libero il suo estro e Brunetta ci darà soddisfazioni
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Chi scrive questo editoriale mercoledì pomeriggio era al Tardini per il match di Coppa Italia contro il Cosenza in cui Parma e i parmigiani hanno per la prima volta potuto vedere all'opera dall'inizio Juan Brunetta. Acquistato nell'ultima sessione di mercato per ricoprire il ruolo di trequartista tanto richiesto da Liverani, il classe 1997 ha da subito messo in mostra le sue principali caratteristiche: ottima tecnica, tanta garra e un estro fuori dal normale. Già, perché la qualità negli ultimi 25 metri la possono dare in tanti, ma chi fa la differenza da sempre nel calcio è chi ha quella fantasia capace di pensare fuori dal comune.

E' presto per dare giudizi, questo è sicuro, perché abbiamo visto all'opera Brunetta solo per pochi minuti in campionato e per un'ora abbondante in Coppa Italia contro una squadra di Serie B, ma ci sono alcuni indizi che lasciano ben sperare e che non vanno annullati dal tatticismo italiano. Mister Liverani ha parlato di un periodo di ambientamento ancora in corso con il calcio italiano, e non ci sono dubbi, ma questo non deve coincidere con l'imbrigliare il talento e la fantasia del numero 32 crociato. Troppe volte in Italia abbiamo visto sudamericani autori di grandi giocate in patria che una volta "rinchiusi" nei dettami tattici italiani si sono persi per poi ritrovarsi all'estero.

Brunetta ha una fantasia ed un'intelligenza calcistica che in pochi hanno, ed una dote non comune: l'istinto. Sulle ali dell'entusiasmo per le due reti segnate nel primo tempo contro il Cosenza, nella mezz'ora in cui è rimasto in campo nella ripresa contro i calabresi ha messo in mostra tutto ciò: mai un punto di riferimento, svariava alle spalle di Cornelius, partendo da sinistra e cercando palloni nella zona centrale del campo. E una volta che il pallone arrivava tra i suoi piedi inventava: una volta l'assist al compagno, una volta la conclusione, facendo spesso e volentieri la scelta corretta. Ma torniamo all'istinto. Poco prima di essere sostituito ha regalato due giocate difficili anche solo da pensare e che hanno lasciato a bocca aperta i presenti: prima in area, quando si è liberato per il tiro in un fazzoletto, facendo passare il pallone da una parte dell'avversario e aggirandolo dall'altra in una frazione di secondo, poi sulla fascia sinistra dove ha seminato il panico con il pallone attaccato al piede.

"E' ancora altalenante all'interno della partita" ha ribadito Liverani, ma il suo ambientamento non deve coincidere con il limitare il suo estro. Lasciatelo inventare, lasciatelo agire d'istinto, lasciatelo essere argentino.